Kirghizistan: servono più partiti

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KIRGHIZISTAN – Bishkek. 03/09/13. Il Presidente del Kirghizistan, Almazbek Atambayev, ha rilasciato un intervista al giornale Kirghizistan Azattyk dal titolo: “Tempo di cambiare l’élite”. Sottolineando come sia giunto il tempo di dare una spinta allo sviluppo del Paese ma non affidandosi alle solite “mani”, una sorta di appello alle élite di nuova generazione a dare un amano al cambiamento del Paese.

«Tutti i critici vi consiglio di andare per le strade di Bishkek e Osh per vedere com’è la vita delle persone». In effetti dal 2010 ad oggi sono cambiate molte cose, l’edilizia a Bishkek ha cambiato la fisionomia della città. «Mi ricordo – confessa il Presidente al giornale – l’inverno del 2009 quando siamo tornati dall’estero in aereo, e abbiamo visto tutto il territorio del Kazakhstan illuminato, e la nostra capitale al buio». Bishkek sta cambiando. Dopo i fatti di sangue del giugno 2010 anche Osh sta mutando la sua facciata esterna.
Il Presidente sottolinea come il cambiamento in realtà per ora riguarda solo le città, soprattutto quelle colpite dalla guerra, ma, presto, dice arriverà un cambiamento anche nei paesi e nelle zone rurali. Ricrdiamo che il Kirghizistan con il crollo dell’URSS sperava in una repubblica con elezioni democratiche, ma le lezioni, secondo l’OCSE in maniera non trasparente, furono vinte da Akayev ex dirigente del partito comunista, che rimase in carica fino al 2005. (Rivoluzione dei Tulipani). Dopo le lezioni furono vinte da Kurmanbek Bakiyev considerato un semi dittatore. Le ostilità con le opposizioni portarono a un conflitto civile che secondo le autorità a 75 morti, secondo gli oppositori a 2000. 200.000 gli sfollati. Dopo la morte del ministro degli interni e un colpo di stato ad interim, si arrivò a una tregua a nuove elezioni che portano alla vittoria di Almazbek Atambayev nel 2011. Gli scontri sono avvenuti sopratutto tra le diverse etnie, le principali kirghisi e minoranza uzbeka.

«Le banche, riprendiamo le parole del Presidente, cominciano a concedere prestiti alle imprese e finalmente si sta completando l’approvvigionamento idrico». Unica spina nel fianco Kumtor Chi Kumtor. Ma i conflitti prima o poi dovranno finire.

Tra i punti cardine del programma del presidente in carica la lotta alla corruzione: «Sulla corruzione si continuerà a combattere. Il risultato della lotta al crimine del 2011 ha portato i suoi primi frutti: “toccare quelli che fino a quel momento errano considerati intoccabili”». Ovvero: funzionari, parlamentari, ministri. Purtroppo però il problema della corruzione in Kirghizistan è endemico e estirparlo non sarà facile.

«Durante il Consiglio di Difesa, consideriamo questo problema come un cancro in metastasi» stiamo per iniziare la seconda fase alla lotta alla corruzione. «La situazione è questa: vogliamo rendere tutti gli organi statali trasparenti, in modo che non vi sia tentazione di rubare, e la trasparenza può avvenire pubblicando le informazioni attraverso Internet»
Tra i problemi che si trova ad affrontare il presidente un aspetto comune della corruzione: va tutto bene finché non si tratta di un parente. Quando si cominciano a “toccare” i parenti delle élite al potere iniziano gli atti intimidatori e la violenza.

Atambayev conta sulle nuove élite provenienti dall’opposizione per cambiare il Paese e mettere la parola fine sul fenomeno della corruzione. Abbiamo bisogno di una forte opposizione. E ‘inaccettabile che il potere sia stato nelle mani di un solo partito. Il Kirghizistan ha bisogno di un sistema multi-partitico. Attualmente sto lavorando su un progetto, e penso che alla fine di settembre o all’inizio di ottobre lo presenterò al pubblico. Vogliamo riunire i migliori rappresentanti dei giovani e coltivare una futura élite del paese. Cooperazione con i leader dell’opposizione

Li invitiamo a collaborare, offriamo una varietà di posizioni. Ad esempio, avremmo voluto un leader dell’opposizione a dirigere l’Accademia Diplomatica ma ha rifiutato. Voleva ssere un ministro degli esteri o di vice primo ministro.«Queste persone non si preoccupano né Kirghizistan o il suo futuro. Essi sono interessati solo al potere».

Queste persone secondo il Presidente puntano solo all’arricchimento personale. Per loro, diventare ministro, è come un investimento che crea quindi le condizioni per l’arricchimento.

Non solo, per il Presidente, è ancora troppa l’influenza straniera sul suo popolo, influenza dovuta a parlamentari corrotti. Mentre sono in fase di sviluppo le relazioni di buon vicinato con Kazakhistan e Tagikistan. Molto migliorati i rapporti con la Russia. Il presidente cinese Hu arriva il 10 settembre in visita ufficiale in Kirghizistan per quattro giorni.

Mentre restano tesi i rapporti con l’Uzbekistan «Ilnostro rapporto non è al livello che vorremmo. Ho spesso incontrato con il presidente dell’Uzbekistan a molti eventi. Penso che al vertice SCO che si svolgerà a Bishkek, porterà a nuovi incontri».