Kirghizistan, miniere d’oro sotto assedio

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KIRGHIZISTAN- Biškek. 12/07/13. Non accennano a diminuire i problemi nei siti minerari del Kirghizistan. le popolazioni locali considerano infatti come “intrusioni” gli interessi stranieri sulle miniere di Biškek. In questa repubblica vi sono più di 200 siti minerari.

Circa 50 di loro sono gestiti da società cinesi, ed i dirigenti che gestiscono queste miniere sono meno accomodanti, rispetto ai dirigenti delle compagnie occidentali nei confronti della popolazione locale. Fino ad ora l’approccio “tranquillo” non è servito. L’ostilità dei locali si è manifestata anche nel maggio scorso quando centinaia di manifestanti hanno interrotto le operazioni di estrazione di una miniera d’oro gestita da Kaidi a Chon-Alai Distretto del sud del Kirghizistan.

Ma sono circa due anni che si registrano disordini nelle miniere cinesi in Kirghizistan. Nel 2011, circa 300 manifestanti hanno picchiato lavoratori cinesi presso la miniera d’oro di Salton-Sary non lontano dal luogo Kumtor. Un mese dopo, i manifestanti hanno chiesto la chiusura della proprietà cinese miniera d’oro Kemin, e nel mese di ottobre 2012, circa 250 lavoratori cinesi hanno dovuto essere evacuati da un sito di esplorazione del cinese Zijin Mining Group.

Anche se ai funzionari del Kirghizistan piace dare la colpa alla insensibilità delle società estere alle preoccupazioni ambientali e sociali locali come la principale fonte di guai, va aggiunto anche che la governance debole e vi è una mancanza di trasparenza da parte dei politici locali. Dall’indipendenza ottenuta nel1991, il Kirghizistan è stato afflitto da corruzione, in particolare la diffusione di appropriazione indebita di fondi dei contribuenti e di assistenza internazionale. Nel 2012, il paese si è classificato al 154 ° su 178 per la corruzione percepita, classifica stilata dal Index di Transparency International (CPI).

In Kirghizistan vi sono circa 140 milioni di once di oro. Tenendo conto del prezzo dell’oro, che attualmente si aggira nella zona di USD 1.300 dollari per oncia, si capisce il perché del contendere. L’avidità delle compagnie minerarie, quella dei dirigenti pubblici non fa che peggiorare i rapporti con le popolazioni locali. 

Alcune compagnie minerarie hanno cercato di implementare i servizi per le comunità locali ma le azioni intraprese non sonos tate giudicate sufficienti: nel 2011, Talas Rame Oro, una società di estrazione dell’oro in Kirghizistan (in comproprietà con sudafricano Gold Fields Ltd.) ha subito attacchi e i suoi siti sono stati bruciati.