Kiev: i manifestanti contro la polizia

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UCRAINA – Kiev. 03/12/13. Il governo ucraino resta dov’è. La mozione di sfiducia presentata dall’opposizione non ha ottenuto i voti necessari per far decadere il governo.

 

Il parlamento, Verkhovna Rada, non ha appoggiato l’opposizione che aveva presentato un progetto di risoluzione sulla responsabilità del governo di Ucraina per il «fallimento dell’integrazione europea» e di «tradimento degli interessi nazionali», due documenti in cui in sintesi si chiedevano le dimissioni del Governo ucraina. I voti a favore sono stai 186, ma per far decadere il governo ne servivano 226 voti. A darne notizia l’ IA REGNUM.

A nulla dunque sono servite le manifestazioni di piazza, pro europa, contro le scelte del presidente, Viktor Yanukovich. Manifestazioni che secondo fonti AGC si sarebbero tramutate in tumulti non tanto per l’integrazione europea o contro questa, ma perché la polizia ha caricato in Piazza indipendenza a Kiev, la notte del primo dicembre, 300 ragazzi, che erano rimasti in centro dopo la giornata di proteste. Ragazzi che sarebbero stati caricati dalla polizia senza motivo. I giovani, molti semi addormentati, dopo una giornata insieme in cui oltre a protestare avevano condiviso cibo e bevande, sono stati colti alla sprovvista. Di questi adolescenti, per lo più studenti minorenni, molti sono finiti in ospedale.

Secondo il RIA Novosti, le persone finite in ospedale dall’inizio delle manifestazioni a Kiev sono state 248. «Il momento di maggiore tensione», si legge in un articolo di oggi si è avuto nel fine settimana, la testata cita come fonte il ministero della salute ucraino.
Il ministero ha detto che 139 persone sono state ricoverate negli ospedali della capitale e che 46 sotto ancora sotto cure mediche. Loro lesioni vanno dal trauma cranico agli arti fratturati a lividi.
«La maggior parte dei feriti», si legge ancora sul giornale, «si è registrata domenica». Tra questi 76 agenti di polizia, tre giornalisti e quattro cittadini stranieri, fonte ministero della giustizia in un comunicato.
Almeno 35 persone sono rimaste ferite quando le unità speciali di polizia Berkut hanno caricato i giovani in piazza. Il giorno successivo le proteste erano contro la polizia più che contro il governo il presidente Viktor Yanukovich e il governo per la decisione di non firmare l’accordo di associazione con l’Unione europea e approfondire invece i legami commerciali e politici con l’Unione doganale di Russia, Bielorussia e Kazakistan.

La critica dunque della piazza era contro l’azione dura della polizia. Durante la rivoluzione arancione, ci sono stati fidanzamenti che sono sfociati in matrimoni. Le prime a scendere in piazza il giorno dopo sono state le madri e poi i padri dei giovani e poi tutta la comunità. Puntuali ieri le dimissioni del capo della polizia e altre teste cadranno nei prossimi giorni.

Di certo la rabbia dei cittadini ucraini è dificile da contenere, l’Ucraina sconta un prezzo altissimo derivante dalla crisi economica internazionale. A differenza della Vecchia Europa infatti non ha avuto il tempo di accumulare risorse economiche e quindi una volta arrivata la crisi i piccoli e medi imprenditori sono saltati e quelli che sopravvivono lo fanno con molta fatica.

Inoltre, sempre secondo le nostre fonti, gli ucraini sono molto sfiduciati, perché chiunque sia a dare sostegno economico all’Ucraina: Russia, Europa, contributi da istituzioni finanziarie mondiali, quei soldi non finiscono mai in mano ai cittadini ma si virtualizzano nei palazzi di potere.

L’esempio più eclatante è la situazione della centrale di Chernobyl, che dal giorno della tragedia è li, e nessuno ha provveduto a mettere in sicurezza la zona, eppure da tutto il mondo sono arrivati finanziamenti. I cittadini ucraini si chiedono: dove sono finiti?