Legge bavaglio in Kenya

39

KENYA – Nairobi 08/12/2013. I mass media del Kenya sono stati imbavagliati con una legge il 5 dicembre quando l’Assemblea Nazionale ha approvato tutte le raccomandazioni presentate dal Presidente Uhuru Kenyatta sulla controversa legge sulla stampa (Kenya Information and Communications Amendment Bill – Kica).

L’approvazione è avvenuto proprio mentre il presidente della commissione parlamentare per l’energia, l’informazione e la comunicazione Jamleck Kamau dichiarava in Parlamento che si era arrivati ​​a un accordo con le parti interessate. Secondo i media keniani, il memorandum del Presidente (nella foto) contiene clausole anticostituzionali e raccomandazioni contraddittorie che avranno un impatto negativo sul panorama mediatico del paese. Il rischio, avvisano le associazioni della stampa,  è quello di un bavaglio dello Stato sui media e dei singoli giornalisti. L’articolo 34 della Costituzione sulla libertà dei media riporta: «Lo Stato non deve penalizzare una persona per qualsiasi opinione espressa pubblicata», mentre il Memorandum del presidente Kenyatta propone di infliggere una multa non superiore a 20 milioni di scellini per ogni impresa e una multa non superiore a 500 scellini per un giornalista, se accusato di aver violato la legge. L’incontro con gli operatori dei media aveva deciso che almeno tre corpi erano tenuti a dare piena attuazione all’articolo 34 della Costituzione tra cui il Consiglio dei media del Kenya per regolare e far rispettare i codici di condotta e gli standard professionali etici. Il secondo corpo sarebbe stato costituito dal Communications Commission del Kenya (oggi Communications Authority of Kenya) per l’assegnazione di frequenze, licenze , distribuzione del segnale, onde radio e le politiche di diffusione e il terzo di proprietà dello Stato, il Kenya Broadcasting Corporation. Accordo però messo in discussione dall’approvazione del progetto presidenziale.