KAZAKHSTAN. Vietati i commenti anonimi in rete

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Astana ha intenzione di porre fine ai commenti anonimi sulla Rete. Come riporta Eurasianet, il vice presidente per le comunicazioni e le tecnologie dell’informazione del Kazakistan, Mikhail Komissarov, gli utenti saranno tenuti a autenticare la propria identità tramite un sms per poter inserire commenti sulla rete.

Così il Kazakistan prevede di collegare i commenti on-line ai singoli numeri di telefono e, quindi, agli individui. Komissarov ha definito queste misure come gli ultimi sforzi del Kazakistan nella «guerra dell’informazione».

La decisione di Astana è nella scia della recente storia di controlli on-line, il paese ha iniziato arrestando gli individui sia per i contenuti che per gli insulti rivolti al presidente russo Vladimir Putin, poco più di un anno fa, il Kazakistan è stato al centro di polemiche internazionali per i suoi tentativi di aggirare la crittografia: nel dicembre 2015, il Kazakistan ha deciso che perseguire la possibilità di spezzare i protocolli di sicurezza Https e Ssl, in sostanza, per poter risalire a chi lanciasse minacce in rete e cercando di controllare la rete dell’intero paese.

La cosa, poi non è stata ancora resa possibile, ma l’intenzione politica resta.
Astana cerca anche in questo modo di bloccare la presenza terroristica nel paese oltre che il dissenso.

Non è quindi una grande sorpresa trovare il Kazakhstan nelle classifiche sulla libertà su internet, come quella della Freedon House, nella parti basse della classifiche, peggiorando la sua posizione ne corso degli ultimi cinque o sei anni. Dopo il 2015 il Kazakistan è stato ufficialmente classificato come paese con internet “non libero”, si tratta della definizione peggiore di Freedom House; per quanto riguarda la sua libertà on-line, attualmente si trova tra il Sudan e l’Egitto nella classifica mondiale. La decisione di identificare chiunque faccia commenti in rete non aiuta certo Astana a risalire la china.

Anna Lotti