KAZAKHSTAN. Deradicalizzazione kazaka

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Se il Kazakistan ha ospitato i colloqui di pace siriani, le autorità kazake ritengono che diverse centinaia di cittadini del paese si siano uniti i gruppi militanti islamici in Siria e in Iraq.

Gli attentati terroristici avvenuti in Kazakistan nel 2016, che hanno ucciso poliziotti, soldati e civili sarebbero stati organizzati proprio in Siria, riporta VoA. Operativo ad Astana è il Centro per la riabilitazione Akniet. «Se sarà stabilita la pace nei territori di Siria e Iraq, occorrerà poi ripulire la situazione religiosa nel suo insieme in Kazakistan» afferma il direttore del Centro, Alim Shaumetov ripreso da VoA.

Il Centro lavora per reintegrare quegli estremisti che tornano al paese e consiglia gli altri che vogliono lasciare la via del radicalismo. «L’ideologia radicale, che si sviluppa anche attraverso siti web, influenza per lo più i giovani che vengono colpiti facilmente da una simile propaganda», dice Shaumetov.

La moschea centrale di Astana ha una propria branca mediatica che include la stazione televisiva, Hikmet Tv, e distribuisce video che condanna gli estremisti islamici e i terroristi.

«Il nostro obiettivo è quello di de-radicalizzare la nostra comunità», dice l’imam Serikbai Haji Oraz. «E per essere in grado di farlo, dovremmo inesorabilmente perseguire alcune attività in questa direzione», continua.

In una recente preghiera del Venerdì, migliaia di kazaki si sono radunati nella Moschea del Sultano Khazret ad Astana. Dopo che la preghiera si è conclusa e i fedeli sono usciti fuori dalla moschea, un gruppo di uomini è rimasto dietro. Si sono seduti sul pavimento di una sala principale della moschea a semicerchio mentre un leader religioso ha parlato di Islam; quello vero e noni quello che “spacciano” i jihadsti.

«Anche se la minaccia per il Kazakistan è relativamente minima, le autorità affermano che educare i giovani sul vero Islam sia la chiave per prevenire la diffusione dell’estremismo», prosegue l’imam.

Lucia Giannini