Jet coreani per Baghdad

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COREA DEL SUD – Seul 15/12/2013. La Corea del Sud ha firmato un accordo per l’esportazione di 24 aerei da combattimento in Iraq per 1,1 miliardi di dollari, la più grande vendita di armi di Seoul nella storia.

Secondo l’accordo, la Korea Aerospace Industries (KAI), consegnerà 24 jet Fa-50 all’aeronautica militare irachena Air Force tra il 2015 e il 2016. Il Fa-50 è una variante attacco leggero dell’addestratore T-50 Golden Eagle costruito da Lockheed Martin. La versione per l’esportazione in Iraq è la T-50IQ. Il Fa-50 ha battuto l’Hawk-128 della Bae Systems, lo Yak-130 della russa Yakovlev e il L-159 della ceca Aero Vodochody. «L’accordo con l’Iraq spianerà la strada per l’esportazione di più T-50 in Medio Oriente dopo L’Asia, l’Europa e il Sud America», ha detto un portavoce della Kai «Il T-50 , che può essere utilizzato sia come addestratore che come aereo leggero da attacco, sta diventando popolare nel mercato globale, visto che molti paesi stanno spingendo l’acquisto di nuovi aerei per sostituire i loro jet». La Kai precedentemente ha esportato 16 Fa-50 in Indonesia ed è in trattative con Filippine, Botswana, Emirati Arabi Uniti e Cile. Il Fa-50 è armato tra l’altro con missili aria-aria e aria-superficie, mitragliatrici bombe “intelligenti”; è dotato del radar israeliano Doppler Pulse Elta System EL/M-2032 , con un campo di rilevamento di 100 chilometri; il velivolo è adatto per le missioni di supporto aereo ravvicinato. In aggiunta, Kai dovrebbe firmare un contratto da un miliardo di dollari per fornire supporto logistico e addestramento ai T-50 in Iraq per i prossimi 25 anni; questo nuovo contratto porterà il valore della commessa  irachena a 2,1 miliardi di dollari, secondo Kai.

L’ordine iracheno di T-50 arriva dopo l’acquisto di 36 F-16 che dovranno ricostruire la forza aerea di Baghdad: «Questo accordo permetterà di migliorare le prestazioni dei Ministeri della Difesa e dell’Interno nella difesa del paese e nella lotta al terrorismo» si legge in un comunicato del primo ministro Nuri al-Maliki.