L’assistenza e consulenza italiana in scena a Herat

56

AFGHANISTAN – Herat. 16/09/14. Inizia per l’Afghanistan quel naturale processo del dopo ISAF. Nei giorni scorsi si sono conclusi due corsi pianificati e condotti, per la prima volta, esclusivamente da istruttori afgani a favore della Afghan National Police (A.N.P.) anche se ancora sotto la supervisione della componente Genio del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), il comando multinazionale su base brigata bersaglieri “Garibaldi”.

Il percorso formativo della durata di 15 giorni ha visto la partecipazione di 25 appartenenti alle forze di sicurezza. L’addestramento, svolto attraverso lezioni teorico–pratiche, rientra nel quadro delle attività di “consulenza e di assistenza” che i militari italiani svolgono a favore delle forze di sicurezza afgane nell’ambito del processo di transizione in atto nella regione ovest del Paese. 

Il primo dei due corsi, finalizzato a fornire all’Afghan Border Police (A.B.P.), intende dare capacità idonee per l’applicazione delle tecniche, tattiche e procedure (TTP) nell’individuazione e localizzazione delle minacce derivanti dalle diverse tipologie di dispositivi IED (Improvised Explosive Device). Gli IED, infatti, costituiscono la maggior fonte di pericolo per la sicurezza delle truppe che muovono sul terreno, nonché per la popolazione locale sul territorio. Il secondo corso ha, invece, fornito ai futuri istruttori della Afghan Uniform Police (A.U.P.) l’adeguata preparazione per il corretto utilizzo degli apparati cerca metalli (metal detector).

Le attività si sono concluse con la consegna degli “attestati di frequenza” ai partecipanti al corso alla presenza del Brigadier Generale Mohammad Joma Adeel, Comandante della 705^ zona dell’A.B.P. e del Colonnello Ghulam Ghous Fakhruddin, Comandante dell’A.U.P. di Herat e dei rappresentanti del TAAC-W.

La missione ISAF andrà a terminare il prossimo 31 dicembre ed giunto davvero per gli afghani il momento di mettere in pratica l’esperienza acquisita in oltre dieci anni di permanenza dei nostri militari al loro fianco, nella formazione e nel supporto che ha garantito una relativa stabilità che dovrà ora essere concretizzata.