La minaccia dei baby jihadisti

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PAESI BASSI – Amsterdam 06/05/2016. Il Algemene Inlichtingen en Veiligheidsdienst, Aivd, i servizio segreto olandese, considera come combattenti nella guerra civile siriana i minorenni dal loro 9° anno in avanti, e d’ora in poi verranno aggiunti alla lista dei jihadisti.

Il cambiamento è emblematico di come il Servizio olandese consideri la radicalizzazione dei minorenni in Siria ed è un segnale che i minori siano addestrati e prendano parte alla lotta armata. D’altronde nella concezione dello Stato Islamico un mujahid è adulto dai 13 anni in poi. Già nella sua relazione “Leven bij ISIS“, già a 9 anni i ragazzi possono frequentare i campi di addestramento militare pensati apposta per loro; Aivd li considera pericolosi perché «imparano a usare coltelli e armi da fuoco, is addestra0no militarmente e praticano esecuzioni, e giurano fedeltà a Daesh e al Califfo Ibrahim; alle ragazze dai nove anni di età viene mostrato come aiutare il loro futuro marito nella lotta armata. Tutto questo rende i bambini dai 9 anni in su una minaccia simile a quella posta dagli adulti, dice il Aivd. Questo gruppo è per la sicurezza nei Paesi Bassi una minaccia, come i bambini con la famiglia sarebbe tornare indietro. Vanno quindi segnalati in registri appositi separati, riporta il quotidiano Volkskrant; queste informazioni possono essere condivise con i servizi straniere. Ad oggi, circa 250 persone provenienti dai Paesi Bassi si sono recati nello Sham del Califfato, 42 persone sono state uccise e quaranta sono tornati. Il servizio olandese ha anche identificato circa settanta minori. Il direttore dell’intelligence olandese, Rob Bertholee, ha recentemente dichiarato in una conferenza stampa a Berlino che le autorità olandesi hanno già identificato 70 giovani olandesi minorenni che hanno viaggiato in Siria o in Iraq. Bertholee ha confermato che i bambini vengono utilizzati per scopi militari. La decisione di includere i minori nelle liste dei sospetti scaturisce perché :«non possiamo escludere eventuali scenari» ha detto Bertholee. La maggior parte dei bambini olandesi sono state portati in Medio Oriente dai loro genitori, anche se, si stima, circa un terzo sono nati lì.