ITALIA. Migranti somali in cerca di speranza

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A latere del convegno Focus Africa, Cambiamo il futuro delle migrazioni: investiamo nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale e del mare organizzato al Blue Sea Land, edizione 2017 che si è concluso il 1 ottobre a Mazara del Vallo, abbiamo incontrato Abdirahman Sheik Issa Mohamed, Ambasciatore della repubblica federale somala in Italia.

GG: Ambasciatore perché la Somalia al Blu Sea Land?
ASIM: Per imparare. Ascoltare e imparare. Ascoltare quanto si dice sulle relazioni interdisciplinari. Se vogliamo creare dei ponti per l’Africa, l’Italia (l’Europa) e la Somalia possono essere le due estremità

GG: In che senso?
ASIM: La Somalia ha una lunga costa: siamo uno snodo importante. E puntare sullo sviluppo economico della Somalia da un lato e implementare le relazioni con l’Italia e l’Europa dall’altro significa favorire la nascita di un ponte nel Mediterraneo. Siamo interessati a dialogare e a idee per favorire la crescita.

GG: Ci spieghi meglio…
ASIM: Ci sono molti fattori importanti per lo sviluppo economico. Uno di questi per esempio è il fattore sicurezza. In Somalia c’è la pirateria, un grosso problema. Senza stabilità e sicurezza è difficile far sviluppare un Paese. Questo comporta portare avanti un dialogo con molti Paesi, coinvolgere più Paesi per risolvere questo problema.

GG: Cosa può fare l’Italia?
ASIM: L’Italia è già presente in Somalia credo però possiamo migliorare i nostri rapporti e le nostre attività.

Durante il convegno, l’ambasciatore ha parlato anche di migrazioni, dalla Somalia all’Italia. Interessante il passaggio del suo intervento in cui afferma che non è la povertà a spingere i giovani a migrare, ma è la mancanza di speranza. «Quando io ero giovane avevamo sete di istruzione, ora questi giovani sono attratti da quello che noi definiamo bella vita». In Africa  77% della popolazione è giovane: dai 13 ai 30 anni sono in cerca di speranza. L’Africa non ha saputo canalizzare il flusso migratorio interno dalle zone rurali alle città sia da un punto di vista  economico che educativo. Ora questi giovani, che l’Ambasciatore accoglie in Italia, sono alla ricerca di speranza. Ma ha detto Abdirahman Sheik Issa Mohamed :«Anche voi europei avete responsabilità di questi flussi. Molti giovani, infatti, sono arrivati sotto l’influsso della comunicazione che viene anche dal’Europa come per esempio le immagini con i telefonini, dei tool ultima generazione che anche loro desiderano e questo poi crea tensioni soprattutto quando non riescono a raggiungere sugli obiettivi».

Graziella Giangiulio