Nuove rivelazioni sull’8 settembre 1943

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ITALIA – Roma 20/11/2013. A leggerlo, in alcuni passi, sembra un di leggere le pagine di un romanzo di Fleming non un libro di storia in cui quanto viene narrato è tutto vero.

Gianluca Barneschi nel suo “L’inglese che viaggiò con il Re e Badoglio”, narra la vita di Dick Mallaby, agente del Soe britannico, coinvolto, per sua personale fortuna, nei drammatici eventi che videro, nel settembre 1943, l’uscita del Regno d’Italia dall’Asse con la Germania e il suo passaggio nel campo avverso con la combelligeranza. Dick Mallaby fu testimone e protagonista di questi tristi, per l’Italia, giorni. L’indagine di Barneschi inizia da una domanda ben precisa, venendo popi tutto il resto a cascata: Come fu possibile che un agente speciale inglese, facesse parte dell’esclusivissimo gruppo, che viaggiò, con Re, Regina e capo del governo, da Roma a Brindisi, nell’infausto settembre 1943?

Imprevedibilmente, infatti, l’esito disastroso della prima missione di Mallaby, lo portò ad essere l’esclusivo trait d’union, tra italiani ed Alleati, nelle trattative per la resa del settembre 1943 e, in maniera altrettanto imprevista e rocambolesca, Mallaby stesso, dopo nuova cattura, nel febbraio del 1945, riuscì addirittura a convincere il capo delle S.S. in Italia, Karl Wolff, ad iniziare le trattative segrete, per quella che, poi, sarebbe diventata la famosa “resa degli ottocentomila”. Dopo ricerche decennali, presso gli archivi italiani, statunitensi ed inglesi, l’acquisizione del memoriale Mallaby e testimonianze inedite, Barneschi è riuscito a conoscere ed analizzare particolari sconosciuti e clamorosi delle vicende e della vita di quest’uomo così intrecciati con la storia italiana.