Italian Blade 2015

5

ITALIA – Roma 07/07/2015. Prove di interoperabilità delle Forze Armate dei diversi paesi europei.

Qualche giorno fa si è conclusa “Italian Blade 2015,” la più grande esercitazione militare in Europa organizzata dall’European Defence Agency, presso il poligono di Monteromano e coordinata dal Comando Aviazione Esercito di Viterbo. Coinvolti 30 elicotteri, con 600 ore di addestramento congiunto, e circa 1200 militari di 7 nazioni Italia, Austria, Belgio, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria che hanno messo a disposizione le proprie competenze per il raggiungimento di un risultato comune. Il contingente più numeroso è stato quello italiano che ha partecipato con gli assetti e gli equipaggi dell’Aviazione dell’Esercito unitamente a un elicottero della Marina Militare. La chiusura dei lavori di “Italian Blade 2015” è avvenuta alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Onorevole Domenico Rossi, e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Danilo Errico, l’esercitazione.
Nella giornata conclusiva, dopo il lancio di paracadutisti, è stata simulata la cattura di un terrorista attuando, in modo coordinato, procedure e tecniche dei diversi paesi europei, si tratta di tecniche e procedure necessarie anche per collaborare nelle diverse tipologie di missioni.
Esercitazioni come queste costituiscono un’ottima occasione per le forze armate europee per scambiarsi idee, esperienze e procedure maturate nei diversi contesti operativi vista la necessità di coordinamento delle varie nazioni che si trovano poi a collaborare fianco a fianco nei diversi teatri operativi all’estero.
Ancora una volta le Forze Armate sono un passo avanti rispetto alla politica in un’Europa che continua a procedere a velocità differenti. Le politiche comuni stentano sempre più a decollare, per esempio in quelle di politica estera o la stessa politica della difesa. Insomma ancora una volta la pratica giunge a compimento maturando obiettivi comuni più di quanto riesca a fare quella politica in cui burocrazia e scaramucce di pretesa sovranità inviolabile bloccano ogni avanzamento. All’indomani del referendum greco la domanda “l’Europa è ancora un obiettivo possibile?” sembrerebbe un po’ più lontana da una reale risposta affermativa.

alessandra.mulas@gmail.com