Ya’alon lascia la Difesa e il Likud

20

ISRAELE – Gerusalemme 21/05/0216. Il ministro della Difesa Moshe Ya’alon, del Likud, ha annunciato la mattina del 20 maggio di voler lasciare al politica e di dimettersi da ministro della Difesa, in seguito alla decisione del primo ministro Benjamin Netanyahu di dare il portafoglio della Difesa al leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Lieberman, per portare il suo partito nella coalizione di governo.

Le dimissioni di Ya’alon arrivano a sorpresa visto che Lieberman non è ancora nominato ministro della Difesa, e non vi erano state discussioni con Netanyahu sul cambio con il Ministero degli Esteri, riporta Arutz Sheva7. Le dimissioni di Ya’alon porteranno sui banchi della Knesset l’attivista del movimento Monte del Tempio, Yehuda Glick, sopravvissuto ad un attentato nell’ottobre 2014. Ya’alon ha tenuto una conferenza stampa nella tarda mattinata del 20 maggio. L’ex ministro ha detto che “il comportamento” del primo ministro Benjamin Netanyahu e la sua”mancanza di fiducia” verso il primo ministro avevano portato alla sua decisione. «Non ho alcuna intenzione di lasciare la vita pubblica e politica, e in futuro tornerò a lottare per la leadership del partito nazionalista dello stato di Israele». Ha aggiunto che ha lavorato in “armonia” con Netanyahu e lo ha ringraziato per questo, ma ha detto che recentemente si è trovato in disaccordo “morale” con lui e con altri ministri: «Ho combattuto contro fenomeni di estremismo, violenza e razzismo nella società israeliana, che minacciano la sua sicurezza (…) Questo non è il movimento del Likud in cui sono entrato”, ha detto Ya’alon, invitando la maggioranza degli elettori del Likud a capire la “frattura” del partito, in cui una minoranza estremista controlla il centro. Con un comunicato uscito nel pomeriggio del 20 maggio, il premier Benjamin Netanyahu ha risposto a Ya’alon. «Mi addolora la decisione di Ya’alon. Penso che avrebbe dovuto restare ed essere un partner a pieno titolo nella leadership dello Stato nella carica di ministro degli Esteri (…) Il cambiamento nella distribuzione dei dicasteri non deriva da una crisi di fiducia tra di noi, ma dalla necessità di ampliare il governo, al fine di portare stabilità nello stato di Israele di fronte alle grandi sfide davanti a noi (…) Immagino che se a “Boogie” Ya’alon non fosse stato chiesto di lasciare il ministero della Difesa e passare al ministero degli Esteri, ciò che egli chiama una crisi di fiducia tra di noi non si sarebbe sviluppata, e lui non si sarebbe dimesso», ha detto Netanyahu. Rispondendo alle accuse di Ya’alon sul fatto che il Likud sia diventato “estremista”, ha detto: «Il Likud crede nella democrazia; è un movimento liberale nazionalista, un movimento che è obbligato a difendere Israele come stato ebraico e democratico. Il Likud esprime il nerbo centrale della nazione, e come tale è tenuto a garantire la sicurezza dello stato e la lotta per la pace (…) Il governo è aperto alla pace. Ci sono opportunità nel campo diplomatico, a causa di alcuni sviluppi nella regione su cui io personalmente sto lavorando. Quindi ho fatto un grande sforzo per portare l’Unione sionista nel governo (…) Lascio la porta aperta all’Unione nel modo più serio, una unione che non potrà che fare del bene per lo stato di Israele», ha concluso Netanyahu, rinnovando così la sua offerta per un governo di unità nazionale.