ISRAELE. Sequestro di denaro ad Hamas

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In una serie di raid condotti durante la notte a Gerusalemme Est il 5 febbraio, le forze di sicurezza israeliane hanno confiscato centinaia di migliaia di shekel, che sarebbero stati pagati da Hamas alle famiglie di uomini che hanno effettuato o agevolato attacchi terroristici.

Secondo quanto riporta Times of Israel oltre 200mila shekel in contanti, assegni e valuta estera oltre a veicoli e gioielli sono stati sequestrati dalle forze di sicurezza di Gerusalemme.

Secondo un portavoce della polizia, ripreso dal giornale: «La polizia d’Israele non permetterà che venga dato sostegno finanziario alle famiglie di terroristi che hanno effettuato attacchi omicidi da una organizzazione terroristica».

La polizia è entrata nelle case di sette terroristi nelle zone di Jabel Mukaber, Ras al-Amoud, A-Tur e nel campo profughi di Shuafat.

Tra le case perquisite c’erano quelli delle famiglie dei terroristi che hanno effettuato nel 2014 l’attacco alla sinagoga Har Nof a Gerusalemme, in cui sono stati uccisi quattro fedeli; nel 2002 l’attentato suicida all’incrocio di Patt in un autobus a Gerusalemme, che ha ucciso 19 persone; e l’assassino del soldato israeliano Nachshon Waxman nel 1994. Inoltre sono state perquisite le abitazioni di coloro che hanno progettato altri attacchi e hanno preso parte ai disordini.

Tra i beni sequestrati, prosegue la polizia, ci sono due auto e un camion, insieme con denaro contante e gioielli. Sono stati arrestati quattordici sospetti che ora verranno interrogati.

«Le forze di polizia raggiungeranno chiunque finanzi il terrorismo o esprima il suo sostegno o incoraggiamento per le attività terroristiche», ha poi detto il portavoce della polizia che ha poi aggiunto: «Le loro proprietà saranno confiscate e loro saranno perseguiti».

Inoltre durante la notte, i soldati dell’Idf hanno arrestato otto sospetti palestinesi, tra cui una persona proveniente dal campo profughi di Jalazoun sospettato di essere un appartenente ad Hamas.

Gli altri sette sono sospettati di aver lanciato pietre o di aver preso parte a proteste violente contro le forze di sicurezza israeliana, riporta un cominciato dell’Idf.

Lucia Giannini