ISRAELE. Polemiche sul database di tutti i residenti

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di Luigi Medici ISRAELE – Gerusalemme 04/12/2016. Tutti i residenti in Israele devono fornire tutti i dati biometrici alla nuova banca dati, che comprenderà foto ad alta risoluzione del viso e le impronte digitali di entrambi gli indici. Lo ha annunciato il ministro dell’interno Arye Dery, ripreso da Hareetz il 1 dicembre.
I singoli potranno scegliere se salvare le loro impronte nel database o solo sulle loro carte d’identità e passaporti; se rifiuteranno di salvarle nel database, tuttavia, i documenti che generalmente valgono dieci anni, varranno solo 5.
Fino ad oggi, sono stati emessi circa un milione di passaporti biometrici e carte d’identità, concessi a coloro che hanno accettato di aderire alla banca dati su base volontaria.
La Knesset dovrà approvare una legge per rendere la banca dati permanente e il Ministero spera entro marzo 2017.

Una volta approvata questa modifica, l’Autorità della popolazione e l’immigrazione bloccherà l’emissione di carte d’identità e passaporti, senza chip elettronici. Le informazioni presenti nel chip possono essere incrociate e controllate per garantire che il portatore del documento sia chi dice di essere.

La battaglia legale si è appena aperta: è prevista lotta alla Knesset e in tribunale. Non è chiaro se Dery abbia la maggioranza per il suo disegno di legge, dal momento che ci sono membri della coalizione che vi si oppongono.
Il Movimento per i diritti digitali, nel frattempo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per finanziare una petizione all’Alta Corte di giustizia se necessario. Gli oppositori sostengono che la necessità del database deve ancora essere provata e mettono in guardia contro i rischi posti da una sua eventuale violazione in termini di rischi per la sicurezza personale, violazioni della privacy nazionale.
Dal mese di luglio, i dipendenti dell’Autorità per la popolazione e l’immigrazione hanno effettivamente interrotto l’emissione documenti biometrici per protestare contro l’eccessivo carico di lavoro che il progetto ha generato; i lavoratori chiedono un extra, ma il ministero delle Finanze ha respinto le loro richieste, prosegue Hareetz.