La naja degli ortodossi israeliani

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ISRAELE – Gerusalemme 13/03/2014. Il parlamento israeliano ha approvato la legge che costringerà gli ebrei ultra-ortodossi al servizio militare o a quello civile, il 12 marzo.

Secondo al Arabya, la legge ha avuto 67 voti favorevoli e 1 contrario, di un deputato ultraortodosso. I partiti di opposizione (120 seggi) in precedenza avevano annunciato che non avrebbero partecipato al voto.

La nuova normativa prevede che gli i cittadini maschi, ultraortodossi, dovranno arruolarsi nell’esercito o svolgere il servizio civile a partire dal 2017. Tra il 2014 e il 2017, i giovani ultraortodossi potranno scegliere tra servizio militare, civile o frequentare una scuola religiosa. Con la nuoval egre solo 1800 studenti saranno esentati, gli altri dovranno scegliere tra vestire l’uniforme oppure oppure aiutare lo stato con il servizio civile.

La legge prevede anche sanzioni contro i renitenti alla leva, tra cui la reclusione; una decisione che ha fatto infuriare la leadership ultraortodossa, secondo cui  si incarterebbero le persone perché fedeli al loro credo religioso.

Occorre ricordare che il servizio militare è obbligatorio in Israele: per gli uomini la naja dura tre anni e due per le donne.

All’inizio di marzo, più di 300mila ultraortodossi hanno dato vita ad un manifestazione a Gerusalemme in una veglia di preghiera di massa per protestare contro la legge, che comunque è percepita in maniera favorevole dagli israeliani.

Infatti, molti cittadini la vedono come la correzione di una ingiustizia storica seguita all’esenzione garantita agli ultraortodossi nel 1948, quando fu fondato lo Stato di Israele: a quel tempo erano un piccolo segmento della società.

Al di là dei risentimenti sociali dei contribuenti, l’assenza degli ultra-ortodosso dal mondo del lavoro è costato all’economia di Israele più di 1.5 miliardi di dollari nel 2010, secondo il ministero delle finanze, riporta Time.

A causa del loro alto tasso di natalità, la comunità ultraortodossa da allora è cresciuta fino a diventare circa il 10 per cento della popolazione del paese che arriva a poco più di otto milioni e il trend continua a crescere: è il settore della popolazione in più rapida crescita in Israele.