ISRAELE. Minacciato sciopero nei servizi per i tagli di bilancio

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di Graziella Giangiulio ISRAELE – Gerusalemme 23/12/2016. L’organizzazione che unisce i comuni di Israele ha minacciato uno sciopero nazionale dei servizi per protestare contro i tagli previsti nel bilancio dello Stato, che dicono causerà danni per centinaia di milioni di shekel alle autorità locali.
In una lettera al primo ministro Benjamin Netanyahu e al ministro delle Finanze Moshe Kahlon, riporta Times of Israel, il Centro per il governo locale ha detto che i recenti tagli al bilancio 2017, insieme a una svendita già approvata dei fondi, metterebbe in crisi le autorità locali, con una riduzione complessiva di 250 milioni di shekel.
«I tagli ai fondi interesseranno circa 190 consigli locali e i servizi che forniscono alla popolazione (…) Lo Stato di Israele ha delegato la responsabilità della popolazione alle autorità locali, e sono questi che garantiscono tutti i servizi di base a tutti i cittadini.

Ogni anno il governo chiede più servizi e richiede maggiori oneri per la leadership locale, mentre allo stesso tempo riduce drasticamente i loro bilanci», riporta il cominciato del Centro. Il Centro ha avvertito che «se il Tesoro non rivede di nuovo questo terribile editto, i servizi municipali verranno interrotti immediatamente». Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 18 dicembre tagli per 1,2 miliardi di shekel nel bilancio 2017-2018 al fine di finanziare il trasferimento dell’insediamento Amona, creare la nuova società pubblica radiotelevisiva, e costruire nuove scuole nelle comunità ultra-ortodosse; tra i tagli spicca quelli ai ministeri dell’Istruzione, della Salute e benessere.

I tagli trasversali sono pari a quasi il due per cento del bilancio totale, e sono stati votati dal governo dopo che Netanyahu, Kahlon e altri alti funzionari dei ministeri hanno concordato che i tagli proposti dovranno essere approvati dalla Knesset.

Le misure di austerità sono state ritenute necessarie dal ministero delle Finanze, citando i costi di costruzione alloggi temporanei per i residenti di Amona, per finanziare la futura Israeli Broadcasting Corporation e la costruzione di nuovi istituti di istruzione nelle comunità ultra-ortodossa, secondo gli accordi presi dalla coalizione.

Il ministero ha detto che con i fondi recuperati dai tagli si sarebbero coperti i costi di autobus pubblici corazzati in Cisgiordania, l’impiego di lavoratori palestinesi in Israele e di vari accordi di coalizione.