ISRAELE. Mentre i politici litigano, la Difesa si prepara alla guerra con l’Iran

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Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto che Israele deve aumentare la sua spesa per la Difesa di «molti miliardi immediatamente e poi molti miliardi ogni anno», mentre la minaccia dell’Iran si è intensificata nelle ultime settimane, riporta Breaking Defense. Israele, ha detto il premier, deve affrontare la minaccia crescente dell’Iran. L’esercito israeliano ha recentemente attaccato il ponte di Albukamal, forse la parte più importante del corridoio terrestre iraniano dall’Iraq alla Siria, lungo il quale Hezbollah avrebbe ricevuto missili e altre forniture dall’Iran.

La situazione qui è pericolosa e potrebbe sfuggire al controllo molto rapidamente, preoccupando diverse fonti israeliane, riprese da Asia Times; lo scenario previsto potrebbe essere che Israele continui a battere il ponte di Albukamal. L’Iran reagisce e lancia missili da crociera dall’Iraq occidentale per attaccare obiettivi in Israele. Lo stesso fanno gli alleati iraniani in Siria e Libano; poi Israele sfrutta la situazione per colpire i principali impianti nucleari iraniani.

La situazione regionale è già complessa. Fonti dell’intelligence israeliana dicono che i recenti attacchi iraniani all’impianto petrolifero saudita fanno parte del piano di Teheran per controllare l’ingresso nel Mar Rosso: Israele, dicono, non accetterà una situazione del genere.

Mentre la politica litiga, l’establishment della Difesa israeliana è giunto alla conclusione che il paese è stato lasciato solo ad affrontare la minaccia iraniana, riferendosi a Washington e a Trump.

Nel frattempo, le forze armate israeliane, Idf, hanno effettuato una settimana di esercitazioni per una guerra contro Hezbollah.

Il Capo di Stato Maggiore, generale Aviv Cochavi, ha recentemente affermato che le crescenti minacce richiedono alle forze di difesa israeliane di apportare modifiche alle strutture delle forze e ai metodi di combattimento per garantire che gli spazi urbani israeliani non servano da protezione per il nemico. Quindi, secondo alcune fonti, mentre in Israele si diffonde la sensazione che gli Stati Uniti non intendono agire contro l’Iran se non attraverso sanzioni, le possibilità di confronto militare con l’Iran e i suoi alleati sembrano ogni giorno più probabili.

Anche se i dettagli dell’attacco agli impianti petroliferi in Arabia Saudita non sono noti, gli esperti israeliani hanno sottolineato la precisione dei sistemi d’arma usati che «colpiscono esattamente dove dovrebbero». Gli esperti aggiungono che i sistemi d’arma sono stati lanciati o dal sud-est dell’Iran o da alleati iraniani in Iraq (…) La cosa sorprendente legata all’uso di questi missili o delle loro copie è la prontezza dell’Iran, spiegabile solo attraverso il modo in cui gli Stati Uniti hanno gestito la situazione nucleare in Corea del Nord e in Iran. Gli iraniani hanno capito che non succederà nulla se useranno missili da crociera e Uas contro le installazioni petrolifere saudite», ha detto Aahron Zeevi Farkash, ex capo dell’intelligence dell’Idf, ripreso da Breaking Defense. 

Farkash cha detto che gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita sapevano che l’Iran aveva comprato i missili da crociera: sette missili da crociera Quds 1 azionati da motori a reazione di costruzione iraniana derivati da un motore ceco. Inoltre, gli iraniani usavano otto armi droni che sono stati sviluppati in Iran sulla base della tecnologia acquisita in altri paesi.

Maddalena Ingrao