ISRAELE. La polizia chiede l’incriminazione di Netanyahu per corruzione

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Il primo Ministro di Israele Benjamin Netanyahu potrebbe essere incriminato per corruzione dopo che un’indagine di polizia avrebbe appurato un comportamento scorretto che comprende l’accettazione di tangenti e corruzione.

In un discorso tenuto il 13 febbraio, Netanyahu ha promesso di continuare a servire il suo paese, sottolineando che meno del 50 per cento delle incriminazioni richieste dalla polizia si materializzano; ha poi detto che non ha servito il suo paese per avere “sigari da un amico, e neanche per una copertura mediatica positiva» ma per amore del paese, riporta Sputnik. È chiaro che fino a quando il procuratore generale israeliano non prenderà una decisione, Netanyahu non è stato formalmente accusato di nessun reato.

Stando a quanto riporta Haaretz, sono due le indagini su Netanyahu che hanno creato i presupposti per la richiesta d’incriminazione della polizia israeliana. La prima indagine riguardava una richiesta che sarebbe stata fatta da dei business leader, mentre la seconda riguardava un tentativo di convincere uno dei più grandi giornali israeliani a coprire meno criticamente il premier; fatto che ha scatenato i timori per un giro di vite sulla libertà di espressione nel paese.

Le indagini riguardano il periodo dal 2007 al 2016 quando Netanyahu e la sua famiglia hanno ricevuto sigari, champagne e gioielli dal signore di Hollywood Arnon Milchan e altri sostenitori, riporta NbcNews. In cambio, Netanyahu avrebbe spinto per far approvare la “legge Milchan”, che garantisce agli israeliani che tornano a vivere in Israele dall’estero l’esenzione dalla tasse per 10 anni.

«I risultati dell’indagine hanno rivelato che il rapporto tra il primo ministro e il signor Milchan s’inquadrano nella corruzione che equivale a un reato criminale e non una relazione innocente tra amici», ha detto il portavoce della polizia. Il premier, inoltre, è anche accusato di aver concluso un accordo per una copertura favorevole con l’editore di Yediot Aharonot, in cambio di sostegno al disegno di legge che avrebbe indebolito un giornale rivale.

A novembre 2017, i media israeliani riportarono che le indagini su Netanyahu avevano portato alla luce prove sufficienti per accusare lui e sua moglie di corruzione. Migliaia di manifestanti sono poi scesi in piazza a Tel Aviv chiedendo le dimissioni di Netanyahu negli ultimi mesi.

Tommaso dal Passo