ISRAELE. ISIS invita a riprendersi al Aqsa

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Nei giorni scorsi è stata messa on line la rivista settimanale dello Stato Islamico, An Naba, giunta al numero 90, che ancora una volta nelle sue pagine ha inserito una infografica sulle armi fabbricate da ISIS e una seconda infografica che illustra i 10 mesi delle battaglie a Baghdad. 

La capitale irachena entra di fatto nelle province contese tra lo Stato iracheno e ISIS insieme a Anbar, Salahuddin, Diyala, Kirkuk, Ninive, solo per citare le più importanti. Sono stati editi regolarmente anche i bollettini di ISIS.

Tra le novità in materia di comunicazione c’è il fatto che ISIS sostiene di aver creato altri 50 canali ma che per essere attivi hanno bisogno di almeno 200 iscritti ovvero 10.000 utenti on line per diffondere il “verbo” di ISIS. E ancora nuova veste grafica per la Moata Agency che dal 15 luglio si è schierata con ISIS, link ai canali riportati.

Sempre presenti i canali per lupi solitari che oggi hanno ripostato la parte di video di come costruire le bombe in casa, mentre giovedì sono state ripostate su questi canali le pagine di Rumiyah sull’uso dei coltelli per colpire i nemici ovunque essi si trovino. ISIS si mette in posizione di difesa contro chi annuncia la fine del Califfato a Mosul.

Anche se fosse, dice il post, noi siamo presenti in tutto il resto del mondo. Tra le notizie di cronaca che hanno destato più scalpore l’uccisione a Idlib di un leader di ISIS Firas Abssi che era il collegamento tra Siria e Iraq, non solo il «fratello Firas è stato uno dei fondatori del Consiglio Mujahideen Shura, considerato il nucleo dell’integrazione dello stato con il ramo principale in Iraq». A questo vanno aggiunti gli scontri in Israele a cui hanno fatto seguito una serie si post in cui si chiedeva di agire e riprendersi al Aqsa, stop alle proteste! C’è addirittura un canale telegram dedicato agli annunci economici, nella rete Daesh. E infine è uscito un nuovo nasheed in lingua araba: Smash The Darkness of Night.

Redazione

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