ISRAELE. Gerusalemme cerca un patto di non aggressione con Golfo Persico e anti-Iran

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Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha detto di essere l’iniziatore di una proposta di un trattato di non aggressione con i paesi arabi del Golfo Persico. «Recentemente, con il sostegno degli Stati Uniti, ho promosso un’iniziativa politica per firmare un trattato di non aggressione con gli stati del Golfo Persico. Un passo storico che porrà fine al conflitto e promuoverà la cooperazione civile fino alla firma di accordi di pace», ha scritto Katz su Twitter.

Il ministro, riporta Sputnik, ha osservato di aver già discusso il progetto di trattato con i suoi colleghi dei paesi arabi e ha presentato il progetto di documento all’inviato speciale del presidente americano Donald Trump per il processo di pace in Medio Oriente, Jason Greenblatt. Secondo Arutz 12, l’idea dell’iniziativa è quella di «utilizzare un interesse comune, la lotta all’Iran, per normalizzare le relazioni nella lotta al terrorismo e nella sfera economica». Ha inoltre rilevato che al momento non è possibile firmare accordi di pace su larga scala a causa del conflitto israelo-palestinese.

In precedenza, Katz e il ministro di Stato saudita per gli affari esteri Adel Jubeir avevano criticato l’Iran dalla tribuna delle Nazioni Unite, accusandolo di terrorismo. Hanno esortato la comunità internazionale a unirsi nell’esercitare pressioni su Teheran.

Inoltre il comitato di Sicurezza israeliano si è riunito per discutere delle presunte crescenti minacce alla sicurezza. 

Anche se le discussioni sono rimaste riservate, ci sono state fughe di notizie, riprese da Asharq al Aswat, secondo cui Netanyahu avrebbe confermato durante l’incontro la «crescente minaccia di un attacco orchestrato dall’Iran». Israele teme che i recenti sviluppi a Baghdad rivelino la determinazione dell’Iran a trasformare l’Iraq in una base per il suo dominio del mondo arabo da un lato, e ad attaccare Israele dall’altro.

In Iran, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane starebbe soffrendo a causa di recenti colpi, soprattutto dopo l’attentato del comandante della forza Quds Qasem Soleimani, e intenderebbe compiere rappresaglie contro Israele per riprendersi.

Nello scenario politico interno si teme che si tratti di una cortina fumogena per spingere il leader di Kahol Lavan, Benny Gantz, a formare un governo di coalizione. Netanyahu ha l’appoggio di Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, vista «l’emergenza nazionale, le sfide economiche e le minacce alla sicurezza da sud, nord e più lontano».

I vertici della sicurezza israeliana sembrano preoccupati che un rapido deterioramento della situazione sul fronte iraniano sia una possibilità concreta. L’Iran ha annunciato l’attentato di Soleimani e questo potrebbe portare a una guerra aperta.

Il capo della divisione ricerca dell’intelligence militare israeliana, generale Dror Shalom ha detto a Israel Hayom che un attacco iraniano potrebbe essere lanciato dal territorio iracheno, dove gli iraniani hanno le infrastrutture per razzi e missili in grado di colpire Israele.

Antonio Albanese