ISRAELE. Gerusalemme: attaccare Sinai con l’assenso di al Sissi

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Israele starebbe conducendo una campagna segreta di attacchi aerei sul Sinai per aiutare l’Egitto. Droni della Israeli air force, ma non marcati, aerei da caccia e cannoniere volanti starebbero conducendo attacchi contro i ribelli jihadisti su richiesta di Sissi, stando a quanto riporta The New York Times.

Droni, aerei da caccia (nella foto un’immagina di archivio) e elicotteri da combattimento israeliani hanno effettuato più di 100 attacchi aerei contro i terroristi islamici nel Sinai, nel tentativo di aiutare l’Egitto. Secondo quanto riporta anche Times of Israel, Gerusalemme sarebbe stata costretta ad agire, con l’assenso egiziano, poiché l’Egitto stava lottando per vincere la presenza jihadista nel Sinai; anche se il coordinamento della sicurezza tra Gerusalemme e il Cairo è noto e stretto, questo tipo di legami sono ancora impopolari in Egitto, nonostante i quasi trent’anni di pace. Al fine di mantenere un basso profilo, gli aerei israeliani sono spesso privi di segni identificativi e talvolta utilizzano rotte indirette nel tentativo di nascondere l’origine degli attacchi.

Il presidente al Sissi ha tenuto il segreto sugli attacchi israeliani, lasciando solo a un piccolo gruppo di funzionari militari e di intelligence la gestione della cooperazione, e ha sigillato alla stampa il nord del Sinai. La campagna aerea di Israele avrebbe svolto un ruolo decisivo nel consentire alle forze armate egiziane di avere successo contro i jihadisti.

Secondo fonti statunitensi, Israele ha iniziato i suoi attacchi aerei in seguito alla presa di una città del Sinai settentrionale da parte degli islamisti e all’abbattimento del volo charter russo sul Sinai, nell’ottobre 2014, in cui rimasero uccise 224 persone. Sulla scia degli attacchi israeliani, i jihadisti avrebbero rallentato i loro progressi e rivolto la loro attenzione a obiettivi ritenuti più abbordabili come l’attacco alle moschee e alle chiese.

C’è però un neo nella cooperazione: Israele ha denunciato agli Stati Uniti che l’Egitto non sta mantenendo fede all’accordo perché il Cairo avrebbe dovuto far seguire agli attacchi aerei l’invio di forze di terra nella regione.

Luigi Medici