ISRAELE. Erdogan sarebbe entrato a gamba tesa su Gerusalemme Est

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Arabia Saudita, Giordania e Palestina hanno avvertito Israele in diverse e separate occasioni della dilagante influenza della Turchia a Gerusalemme Est. Secondo Haaretz, i tre paesi arabi hanno detto a Israele che la Turchia stava «estendendo la sua influenza nei quartieri arabi di Gerusalemme nell’ambito di un tentativo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di rivendicare l’interesse esclusivo di Ankara sulla questione di Gerusalemme.

Fonti israeliane hanno affermato di essere a conoscenza della crescente influenza della Turchia e dicono di aver monitorato gli sforzi di Ankara da più di un anno. Secondo il quotidiano israeliano e Al Jazeera che rilancia la notizia, la Giordania sarebbe rimasta sconvolta dalla lenta risposta di Israele, soprattutto dopo la firma di un accordo di riconciliazione del 2016 che Israele è fermamente intenzionato a mantenere. L’Autorità palestinese ha, inoltre, espresso preoccupazione per l’impegno della Turchia nel rafforzare la sua influenza a Gerusalemme est, sotto forma di donazioni a organizzazioni islamiche nei quartieri arabi o di visite organizzate di gruppi musulmani turchi strettamente legati al partito Akp. 

La Difesa israeliana ha riferito al quotidiano israeliano che il fenomeno ha raggiunto il suo apice nel 2017 con centinaia di cittadini turchi che hanno stabilito «una presenza regolare in città e nei dintorni» e si sono scontrati sempre di più con le forze di polizia durante le preghiere del venerdì nella moschea Al-Aqsa di Gerusalemme. La polizia ha detto che i turchi stanno cercando di comprare beni immobili e rafforzare la loro posizione politica. 

Le preoccupazioni della Giordania derivano dal fatto che gli sforzi della Turchia per ampliare la sua influenza rischiano di compromettere la posizione del regno hashemita come custode del terzo sito più sacro dell’Islam.

L’Arabia Saudita, da parte sua, teme che le ambizioni di Erdogan su Gerusalemme possano contribuire a rafforzare la sua immagine nel mondo arabo e musulmano in generale, presentandolo, di fatto, come l’unico leader che si opponga veramente a Israele e all’Amministrazione Trump. 

Tommaso dal Passo