ISRAELE. Alla sbarra il primo ebreo convertito che voleva entrare in ISIS

112

I pubblici ministeri israeliani hanno depositato le accuse nei giorni scorsi contro un immigrato nato in Bielorussia, accusato di aver tentato di arruolarsi nello Stato Islamico in Siria.

Secondo quanto riporta Naharnet, che riporta fonti dello Shin Bet, Valentin Mazlevski, 39 anni, emigrato in Israele nel 1996, è il primo cittadino israeliano, nato di religione ebraica, a essere processato per questo reato.

Mazlevski (nella foto) è stato arrestato a febbraio 2017, poche settimane dopo un tentativo, fallito, di volare da Israele alla Turchia, da dove pianificava di andare in Siria per unirsi a Daesh, secondo l’accusa.

Nel 2000, durante il servizio militare obbligatorio nelle forze armate israeliane, Mazlevski si è convertito all’Islam dopo aver incontrato una donna musulmana arabo israeliana che sarebbe poi diventata sua moglie e madre dei suoi cinque figli.

Secondo le accuse, Mazlevski si è dimostrato interessato alla propaganda on line di Daesh; è accusato di aver preso parte a dei forum su internet, e a luglio 2016 le forze di sicurezza israeliane lo avevano messo in guardia. Mazlevski però si è lo stesso messo in contatto con i jihadisti e ha programmato la sua partenza prima in Siria e poi in Sinai.

Il 16 gennaio è stato bloccato mentre si stava imbarcando su un aereo per la Turchia con un biglietto di sola andata, ed è stato arrestato il mese successivo, secondo l’accusa, riportata dalla testato libanese.

È stato portato davanti alla Corte Distrettuale di Nazareth con l’accusa di essere in contatto con Daesh, di aver cercato di viaggiare verso uno stato nemico, e di ostruzione della giustizia.

Diversi gli arabi del nord di Israele sono stati arrestati per presunti legami con Daesh e circa 50 arabi israeliani si ritiene siano nella sue fila in Siria e in Iraq.

Lo Shin Bet ha detto che Mazlevski si è costruito una buona immagine e che ha giustificato l’adesione alle forze combattenti di Daesh come un’«avventura religiosa e militare»

Lo Shin Bet ha detto che considera i simpatizzanti di Daesh in Israele come «una grave minaccia alla sicurezza».

Tommaso dal Passo