Is vince la guerra sul web

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STATI UNITI – New York. 06/01/14. Secondo il Daily Beast, giornale della grande mela: «L’Organizzazione dello “Stato islamico” ha vinto la guerra su Internet».

Sulla testata online gli attacchi aerei condotti dalla coalizione internazionale contro l’organizzazione in Iraq e la Siria non hanno influenzato la capacità di propaganda che si riflette attraverso una grande attività sui siti Internet di social networking. Secondo il sito, IS ha vinto contro la guerra mediatica contro l’Occidente su Internet, facendo riferimento alla pubblicazione di un video britannico John Cantlie che fa propaganda a “Daash” (IS) , e nel suo ultimo video mostra che gli sforzi occidentali mediatici sono esagerati e non corrispondono al vero.
Il servizio Cantlie da Mosulè sostanzialmente un formar come lo è la serie «Lent me you Ears» in 12 puntate di cui sono state pubblicate le prime 6, e dopo il documentario le « le fiamme della guerra ». Ha poi aggiunto: «Con la proliferazione di video di Daash su Internet, le dichiarazioni occidentali che la capacità della propaganda dell’organizzazione era stata indebolita dalla chiusura indirizzi su Twitter e YouTube rivelatasi non corretta e non aderente alla realtà. […] infatti vi è una presenza continua e coerente che riflette l’ideologia di propaganda jihadista in Internet».
Is da sempre ha detto che vincerà la sua guerra grazie alla comunicazione, un fattore a lungo trascurato da tutte le intelligence, ma che ora comincia a segnare la differenza tra IS e il resto del mondo. Normative vecchie, nuove o inesistenti per la gestione della comunicazione su internet ha concesso ai jihadisti di quarta generazione di avere un mezzo, un metodo, un linguaggio appropriato e unico. Sono sempre connessi con la base, con il centro, grazie alle case di produzione cinematografiche, nonché editrici di tg e approfondimenti. Esistono case di produzione che pubblicano la storia dei martiri, e la stessa fa un censimento dei combattenti vivi e morti. E così permette di capire dove servono combattenti “freschi” e dove invece possono aspettare i rinforzi. Spesso l’# urgente denota una battaglia in corso, per cui va diffuso il messaggio “urgentemente”. # “nome della città” invece indica un nuovo luogo conquista per cui si troverà nel messaggio social anche indicazione di dove mandare i video, foto, registrazioni audio dell’evento. Chiunque abbia progettato la rete della raccolta e diffusione della rete con gli allert, ha avuto una idea che sarà difficile da decostruire. Anche perché le case di produzione sono specializzate: c’è chi fa servizi di approfondimento sulla vita sociale ed economica, chi produce kolossal, cronaca diretta, servizi di guerra, storie dei martiri, etc. Un altro aspetto non trascurabile e la possibilità che IS offre ai suoi seguaci di avere, in luoghi remoti l’accesso a internet. E anche su questo bisognerebbe compiere uno studio tecnico verificare ad esempio chi offre il segnale e in che modo e come fanno a creare in poco tempo stazioni infopoint. Alcune case di produzione sono attive dal 2006, e ad oggi hanno ancora il materiale visibile on-line a tutti.