ISIS. “Uccidete il crociato della porta accanto”

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È stato pubblicato un nuovo invito da parte di Daesh: Uccidete i vostri vicini crociati e bruciate le loro case. Daesh ha pubblicato anche un altro invito diretto ai crociati stessi, ovvero di andare sul campo e battersi da veri uomini. Il riferimento è ovviamente al fatto che i “crociati” ad oggi non sono sulla linea del fronte (malgrado le forze speciali sia in Siria che in Iraq), ma sono presenti su quegli scenari in particolare con la forza aerea.

È stato postato il nuovo video dalla fondazione Al Battar da titolo: Per voi sostenitori dello Stato Islamico. Come sempre si tratta di un video di ottima fattura di una durata di quindici minuti. Non sono state inserite molte nuove parti, ma sono stati reinseriti spesso spezzoni di vecchi video con l’effetto vintage. La prima considerazione è che il video è dedicato, come lo dice il titolo, Ai sostenitori dello Stato Islamico. Ogni spezzone di video è appunto interrotto dall’immagine di un combattente di Daesh di cui non si vede il volto perché oscurato da un cappuccio, ma si vede bene la luce proveniente dallo schermo di un computer. I sostenitori sono quindi quelli che si trovano al di fuori dello Sham, e in particolare in Occidente, dove aiutano a diffondere, online o con attacchi, le idee del Califfato. Non per nulla, una parte del video è dedicato essenzialmente a coloro i quali hanno effettuato degli attacchi in Occidente.

La seconda considerazione è che i principali paesi presi di mira e considerati obiettivi sono gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia, la Germania, l’Arabia Saudita e il Belgio. Questo viene fuori dal fatto che sono stati ripresi nel video tutti luoghi dove sono stati fatti attacchi e parti di città occidentali (o saudite) dove viene indicato di attaccare. Inoltre, sono stati ripresi nei video i responsabili degli attacchi o i coordinatori di questi.

Un’altra considerazione riguarda la mappa che viene raffigurata all’inizio del video. La voce in sottofondo riprende uno per uno i paesi dove Daesh ha delle wilayat attive. La cosa interessante è che l’elenco parte dal sud est asiatico, indicando ancora una volta l’importanza che ad oggi ricopre quell’area. Le wilayat indicate sono, nell’ordine: il Sud est asiatico, il Bangladesh, l’Afghanistan, il Caucaso, le due basi dello Sham, lo Yemen, l’Arabia Saudita, il Qatar e il Bahrein, la Palestina, l’Egitto, le tre wilayat della Libia (Tarabulus, Barka e Fezzan), la Nigeria, la Tunisia e l’Algeria, e infine la Somalia. Successivamente la mappa aggiunge altri colori per indicare i paesi intesi come obiettivi o come in passato sottoposti al Califfato. Questi paesi sono in particolare: tutta la penisola iberica, l’Italia, i Balcani inseriti nell’ex Impero Ottomano (ovvero Romania, Bulgaria, Macedonia e Grecia), la Turchia, i paesi dell’Asia Centrale, la Cina, la Russia, tutta l’Africa occidentale e saheliana e il Mozambico.

Dal punto di vista dei gruppi che fanno riferimento e hanno prestato giuramento a Daesh, appare strano che non siano stati citati due wilayat o gruppi. Il primo è Jabha East Africa, il gruppo che fa riferimento e ha prestato giuramento al Califfo nella zona dell’Africa orientale che comprende il Kenya e la Tanzania. Il gruppo non ha avuto ancora azioni eclatanti, ma funge da logistica per la wilayat Somalia (che comunque è con i gruppi del Magreb quello più piccolo). Il secondo è ovviamente il gruppo nel Sahel Islamic State in Greater Sahara – ISGS, che già all’epoca del giuramento aveva creato non poche confusioni all’interno di Daesh stesso (l’accettazione del giuramento è avvenuto un anno dopo e molto probabilmente con il nome sbagliato appositamente). In ambedue i casi, Daesh preferisce forse appoggiarsi sulle realtà esistenti e fare crescere quelle (ISWAP e Somalia) in attesa di prove più consistenti del gruppo keniota e saheliano. Il video si conclude con l’invito a compiere un attacco suicida con bombe e cinture esplosive o di uccidere gli omosessuali. 

Redazione

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