ISIS tortura i prigionieri per arruolarli

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IRAQ – Baghdad. 09/08/14. Rapiti, picchiati, lavaggio del cervello: pronti per essere soldati. Storie di ragazzi fuggiti da ISIS. Fonte RT. ISIS rapisce i ragazzi per il reclutamento nelle sue fila, dopo le operazioni militari nei villaggi fa ai rapiti il “lavaggio del cervello”.

Und (non è il suo vero nome), si legge sul RT, è un ragazzo dalla zona Kobanî curdo siriano, 14 anni, è stato imprigionato dall’organizzazione “Stato islamico” in una cella con altri 21 ragazzi, e poteva sentire le urla dei suoi amici dal piano inferiore, in quello che i prigionieri chiamano “la camera di tortura”. L’unica cosa che ha in mente ISIS è vincere usando la paura. La prassi è per tutti uguale. Dalla stanza inferiore si passa alpiano superiore, poi si viene picchiati e messi dentro i copertoni dei camion sospesi. Normalmente il trattamento dura tre giorni consecutivi.
UND è uno dei 150 studenti rapiti a maggio dalla città settentrionale “Kobanî”, per mano di militanti Daash, quando gli studenti erano sulla via del ritorno dagli esami di fine anno sostenuti nella città siriana di Aleppo. UND con altri nove riuscito a fuggire dopo due mesi di prigionia, e il resto dei ragazzi sono nelle mani del “Califfo”. La città Kobanî si trova nella regione curda della Siria, e anche se è sotto il controllo delle milizie etniche chiamate “unità di protezione del popolo” è circondato su tre lati dallo “Stato islamico”, mentre il quarto lato è sul confine condivisa dalla la regione con il governo turco. Lo stato islamico in questa regione sta avanzando rapidamente, e i curdi stanno ripiegando su Aleppo città e verso la Turchia. Coloro che sono stati catturati sono sottoposti a molti atti di tortura. Ma questo non avviene subito. Inizialmente ISIS è “buona” spiega UND, i membri dello “stato” danno ai catturati cibo, e forniscono una razione giornaliera di lezioni religiose, e la consapevolezza grazie alla Jihad per amore della religione dell’Islam, con la pratica di sport, come il calcio, dice anche und. Poi la situazione cambia se non si danno le informazioni che vogliono e se non si coopera. Da quel momento inizia la tortura.