ISIS combatte il tabagismo e la tossicodipendenza

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STATO ISLAMICO – Raqqa 14/02/2015. Lo Stato islamico ha trovato un suo modo di combattere la dipendenza da tabacco e marijuana.

Riferendosi le severe norme della Shar’ia, lo Stato islamico ha imposto restrizioni sull’uso di tabacco, alcol e marijuana: si tratta di peccati. L’Ufficio predicazione dello Stato Islamico ha qualificato il fumare come un «suicidio lento», aggiungendo che si traduce in «danni finanziari e di salute (…) Ogni fumatore deve essere consapevole che ogni sigaretta (…) è un atto di disobbedienza a Dio», si legge nel comunicato. Vietando ai musulmani di fumare e di vendere sigarette e “shisha”, l’Ufficio predicazione dello Stato Islamico avverte che i contravventori «porteranno danno su di sé e su altre persone», aggiungendo che il venditore di tabacco sarebbe stato punito a norma della Sharia. La coltivazione di cannabis è stata anche condannata dai jihadisti. Campi di marijuana, catturati al Free Syrian Army, sono stati bruciati dallo Stato islamico, secondo cui il narghilè è un “haram” (peccato). Molti tweet sottolineano poi che la polizia dello Stato islamico ha sequestrato e bruciato grandi quantità di marijuana in Iraq e Siria, conducendo una propria “guerra alla droga”.