ISIS scatena l’aviazione nella notte dei lunghi coltelli siriani

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Una serie di infografiche mostrano gli sforzi di ISIS per mantenere il controllo dei Raqqa, la capitale politica dello Stato Islamico. Città che, da diversi giorni, è sotto assedio soprattutto nella parte nord da americani e curdi. Un nuovo video, edito da al Waad Media, di 13 minuti e 19 secondi illustra tutti gli isitishahdi di ISIS tra Siria, Iraq. Si tratta di scene di guerra principalmente con largo spazio dedicato ai combattenti balcanici. In alcuni momenti si sento brani dei discorsi degli emiri del Califfato o dei loro portavoce.

Due notizie che riguardano ISIS, ma non da account del Califfato: secondo le statistiche spagnole 204 combattenti sono partiti per Siria e Iraq, 129 sono sul campo, 45 morti, 30 di ritorno. E poi, un ritorno sull’attentatore al Louvre: il giovane egiziano, a quanto si apprende da fonti militari, non voleva colpire i soldati, ma la Francia in quanto simbolo delle bombe sganciate in Siria e Iraq.

In Iraq, giornate dedicate alle operazioni “aeree” di ISIS. Postate in rete una serie di bombardamenti da droni, che si fanno sempre più precisi. Nell’area di Mosul, un drone del Califfato ferisce 3 soldati nel distretto di Rashidiya, colpisce le torri di comunicazione a Nabi Yunis; colpisce ancora i soldati iracheni nascosti in un’area boschiva e un hummer nelle campagne della città. Restando in tema di droni, ferisce due soldati a nord ovest della città; a Tal Afar colpite postazioni e mezzi iracheni a sud ovest della città. L’aviazione UAV del Califfato colpisce anche nel Sinjar, dove è bombardato un appostamento peshmerga a Camp Dumez. Il Califfato, ora che ha anche la sua aviazione, allarga il raggio delle sue operazioni e colpisce le forze nemiche anche nelle zone ritenute sicure. È interessante l’accelerazione geometrica nella precisione dei lanci da droni commerciali quali quelli usati da ISIS.
Nei giorni dei lunghi coltelli siriani non potevano mancare le solite interferenze dei soliti Paesi “stranieri” noti. Parigi e Londra stanno chiedendo a Washington di incrementare la pressione su ISIS e di accelerare la presa di Raqqa. Questa guerra ha oramai stancato tutti, tranne ISIS che di guerra vive. Anche Assad dice di essere pronto a negoziare con tutti i gruppi ribelli, pur mantenendo un ruolo di primo piano all’appoggio militare russo. Trump ha parlato al telefono con Erdogan per 45 minuti e tra le cose dette, confermate da entrambe le parti quella di dare vita a una cooperazione per la ripresa di Raqqa e al Bab. La cooperazione sarebbe già in atto, a dire il vero, se non fosse per quel problemino dei curdi. Al momento però si sta cercando di far morire al fronte i curdi su Raqqa, al resto ci si penserà. Non è dunque un caso se la Turchia ha deciso di intervenire anche su Raqqa. Nel frattempo personalità di tutto il mondo arabo e occidentale sostengono che i colloqui di Astana saranno una pietra miliare della tregua precedente alla pace.

Redazione

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