ISIS promette di attaccare Teheran

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Postato nei giorni scorsi un video da Diyala, Iraq, dedicato a tutti i “fratelli” di ISIS di lingua farsi. Si tratta  di un documentario di 37 minuti sull’Iran. Nel video si sostiene che nei prossimi mesi ISIS aprirà il fronte con l’Iran ed è per questo che nelle scorse settimane, o meglio mesi, si sono intensificati i combattimenti a Miqdadiyah, area di Diyala, per aprire una via che colleghi direttamente l’Iraq all’Iran in cui ISIS possa muoversi liberamente.

ISIS sta addestrando delle squadre speciali per gli attentati in Iran e promette che saranno molto feroci. Il Califfato protesta anche per la protezione che l’Iran sta dando all’Afghanistan, altra frontiera comune con l’Iran, altro territorio in cui ISIS ambisce ad andare. Il video in sostanza, così come fu per la Francia, la Germania l’Inghilterra e gli Usa, vuole essere un incitamento ai sunniti iraniani di prepararsi alla guerra per sconfiggere gli iraniani.

L’Indonesia così come la Bosnia ha accelerato i tempi per la traduzione dei video e ha cominciato a moltiplicare i canali ISIS in lingua indonesiana. È stato postato anche un video amatoriale dal Kashmir di nuovi seguaci di ISIS.

E ancora sono ancora i post che auspicano agli occidentali di piangere sangue visti i morti innocenti di Mosul.

Ritornano le immagini da Kirkuk, Iraq. ISIS vuole dimostrare che nonostante gli attacchi, la guerra lo Stato continua a funzionare e tutto va per il verso giusto. Così manda on line le foto dell’agricoltura a Kirkuk, mentre invece continuano gli ominidi mirati a Diyala. Altra zona di interesse strategico per ISIS è la strada che porta ad Ar Rutbah, seminata di IED. Non sono mancati gli scontri a Mosul teatri di nuovi bombardamenti. ISIS dopo questi bombardamenti ha mandato on line un video A’maq e ha postato un’intervista della Rudaw Tv al ministro per gli Interni che alla domanda sulla morte dei civili a Mosul, risponde che questo non è il momento di occuparsene.

ISIS non dimenticherà questa affermazione e appena potrà si vendicherà. Che gli sciiti stiano usando gli americani per fare pulizia etnica è un fatto, che gli americani facciano finta di non capire è un altro dato di fatto. La conclusione è che i sunniti di Mosul saranno sterminati. ISIS non li lascia fuggire e per l’Iraq sciita alleato dell’Iran sono un nemico da sconfiggere.

Cresce l’odio in Siria tra i diversi gruppi, alimentato dai soldi stranieri. Nel frattempo Assad cerca di far fronte alle perdite militari arruolando le minorenni: donne e ragazze che saranno  le prossime a morire come mosche uccise da HTS, ISIS o dalle forze dello Scudo dell’Eufrate. I civili nel frattempo in fuga stanno cercando di raggiungere i territorio sotto il controllo dei turchi e delle forze dello scudo dell’Eufrate. Si sono registrati arrivi da 500.000 persone ai confini con la Turchia.

ISIS nonostante i molti nemici controlla ancora il 42% del territorio siriano. Russi e iraniani si contenderebbero la gestione del sistema di contraerea siriano e l’unico ignaro di ciò è Assad.

Redazione

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