ISIS. Milano come Londra

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Belgio, Francia, Danimarca, Russia, Germania, Regno Unito Svezia sono i paesi europei dove si sono verificati attentati compiuti da mujahid dello Stato Islamico. Ogni evento è stato ampiamente rilanciato dalla rete social che in diversi modi può essere fatta risalire allo Stato Islamico. Infografiche, comunicati dell’agenzia dello Stato Islamico A’Maq, fotonotizie, addirittura, hanno descritto questi atti di violenza come operazioni belliche, di lotta contro i “crociati” che stanno bombardano le aree dove è presente Daesh.

Puntualmente e da anni, Daesh invita i suoi fedeli ad agire in qualunque modo dietro le linee colpendo obiettivi nemici e intendendo per nemici, i civili occidentali. Invita a fare una rappresaglia e a vendicare le morti dei civili nello Sham, cioè nel territorio siro-iracheno che controlla, in misura sempre minore.

Li invita a compiere il loro jihad, cioè quello che ritiene un dovere di ogni buon musulmano: spargere il sangue degli infedeli, degli impuri, Kuffar è il termine più usato da SIS, che non credono.

Questo invito viene rinnovato ciclicamente e nell’ultimo periodo è stato intensificato alla luce della chiusura completa o parziale delle vie di accesso al Califfato per compiere l’Egira ed entrare nel territorio dello Stato. In questa serie di inviti, rientra l’infografica pubblicata in apertura ed uscita questo pomeriggio nella sfera social media del Califfato.

Il testo recita: «Compi il tuo jihad. Anche se se in Europa», e poi c’è uno degli hashtag più usati nei social dopo l’attentato di Londra il 22 marzo scorso: #londonattack. E quell’attentato fanno riferimento 3 delle 4 immagini che compaiono nel manifesto. Vi si vede infatti, il suv usato e una parte del ponte nei pressi del parlamento londinese, dietro uno scorcio della Cattedrale di Westminster per contestualizzare geograficamente le immagini e in alto iscritta in un cerchio bianco la foto dell’attentatore Adrian Elms, alias Khalid Masood.

L’ultima immagine non lascia adito a dubbi: è il Duomo di Milano. Si tratta quindi una chiamata alle armi per Milano, città che è stata già teatro di episodi gravi: l’uccisione di Anis Armi e l’accoltellamento di ieri sera alla Stazione Centrale. Si alza quindi il livello di attenzione di ISIS verso il nostro paese, in cui ISIS intende trovare menti disposte ad accettare il suo aberrante messaggio di morte diffuso apertamente sul web e facile da raggiungere per chiunque.

In precedenza, pochi giorni fa, in un commento social su un’altra infografica in cui campeggiava il Colosseo e i terroristi di ISIS, e pubblicata dopo l’esplosione dell’ordigno davanti un ufficio postale della Capitale, si poteva leggere una frase in inglese che affermava: “Gli italiani non sanno quanto siamo vicini”, minacciando azioni nel nostro paese.