ISIS migra da Al Bab verso altri obiettivi

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Ritornano on line le minacce delle unità Cyber dello Stato Islamico, le UCC che, a dire il vero, sono alla ricerca di personale. Le minacce delle UCC invece riguardano soprattutto le istituzioni statunitensi e quelle tedesche. Nonostante l’uccisione da drone USA del curatore del settimane dello Stato Islamico, An Naba, Abu Maria al Iraqi, giovedì è uscito regolarmente on line il numero della rivista arrivato al 69. Nel frattempo le milizie sciite hanno liberato l’aeroporto di Ghazlani, dopo aver iniziato le orazioni il 20 febbraio. Mentre sono aperti il fronte sud di Mosul e quello a sud ovest, dove ISIS continua ad attaccare con suicida e droni a volte a distanza di poche ore uno dall’altro. La cattiva notizia e che ISIS sta montando sui droni nuove bombe che hanno una potenzialità maggiore rispetto alle prime.

Continuano i bombardamenti USA su Mosul con i B52, 20 morti tra i civili nella sola giornata di giovedì. Tre invece gli attentati suicida ISIS a Diyala o per meglio dire due più una auto bomba. 15 soldati iracheni e 30 feriti sulla strada Baghad-Kirkuk, località Khalis. ISIS inoltre rivendica l’abbattimento di 5 torri per il trasporto dell’energia elettrica, sulla linea Iran-Baghdad zona sciita, nella regione di Miah Balad Ruz a Diyala. Ancora IED ISIS causano morte sulla strada Dibs-Kirkuk: distrutti due veicoli armati delle forze irachene. Dalla SIRIA Tahir al Sham, gruppo ribelle non affiliato a ISIS, ha dato vita ad una comunicazione social molto simile a quella di Daesh. Come loro producono un bollettino sugli attacchi e imboscate compiuti ai danni di Assad ISIS e altri gruppi ribelli.  Nel frattempo le forze dello Scudo dell’Eufrate hanno liberato Qabasin, Tal Rifat, Bzaah e al Bab da ISIS. L’attacco portato avanti per 400 giorni ha visto un attacco su tre fronti: nord, est, ovest e a sud ci sono i soldati di Assad. Secondo ISIS 104 morti nelle fila dell’esercito ribelle più turchi.

In rete cominciano girare le nuove mappe in cui si da a ISIS il 23.3 per cento del controllo del territorio siriano, il 34,3 per cento circa ai curdi, 28 ai ribelli e 15,4 ad Assad. Sostanzialmente dalle parti di al Bab in mano a ISIS restano solo i sobborghi che presto cadranno in mano ai ribelli. La Task Force russa se ne va dalla base militare di Aleppo, Humaimam che torna nelle mani di Assad. A Raqqa mentre SDF si avvicina sempre di più alla città utilizzando il fiume, ISIS posta immagini della vita quotidiana, come quelle della produzione di tubi per l’agricoltura. Ora a creare nuovi problemi in Siria, mentre sono in corso i dialoghi di pace, sono i nuovi gruppi di jihadisti, ex ribelli, alleatisi a ISIS ad Hama, Idlib e Daraa che mietono vittime. Ad Hama per esempio rinvenuti i corpi dei ribelli uccisi da Liwa al Aqsa: 72 in tutto. Il gruppo affiliato a ISIS è  Jaysh Khalid Ibn Walid, sito nella zona di Basin Yarmouk, che mostra un video A’maq di un auto che brucia dopo il loro attacco.

Redazione

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