ISIS incendia gli impianti di gas in Siria

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Due i video che Daesh ha postato il 21 febbraio. Il primo contro Hamas e la Fratellanza musulmana e il secondo, 25 minuti di riprese, racconta al storia di Abu Maria al Iraqi, ucciso da un drone della Coalizione in Iraq. In modo particolare il giovane a Salahuddin, capo di ISIS, era stato addestrato direttamente da Omar al Shishani, ucciso a Fallujah e capo comandante delle forze militari dello Stato Islamico. Lo stesso Abu Maria al Iraqi era docente nelle scuole di ISIS sia in comunicazione che nell’utilizzo di droni. Ma il video è ricco anche di immagini di battaglie, distruzioni, colpi sparati, camion esplosivi contro l’esercito iracheno. Video detto in altre parole teso a magnificare le gesta dei combattenti, una propaganda in stile grande fratello. Per quanto concerne invece il fronte, Daesh perde ad ovest di Mosul, mentre lancia volantini alla popolazione nella zona “sinistra del fiume” invitandoli a lasciare la città perché presto quella sarà una zona di guerra aperta. La popolazione sta cercando di fuggire dall’area da diverse settimane con scarso successo vista la chiusura delle vie di fuga. Ad occuparsi di loro i peshmerga, non proprio accoglienti verso i sunniti. ISIS bombarda la zona sud ovest e mette in fuga i soldati sciiti (milizie) in due villaggi Al-Dabajh e Husseiniya, mentre l’esercito iracheno sta avanzando un poco più giù nell’area della base militare al-Ghazlani.

Sempre ISIS attacca anche oggi il villaggio di al Kaysum con droni e utilizza gli stessi nel quartiere al Nur e Hamam al Alil, al-Khbirat. Mentre pronti a scendere in campo, dal 21 di febbraio, il 52 squadrone del genio britannico. Altri scontri si registrano tra ISIS e le milizie sciite nella zona sud. Un attacco Inghimazi ISIS a ovest di Hitt, nell’Anbar ha ucciso 20 soldati iracheni.

Molto pesante la situazione anche in Siria. Dove Ieri ha fatto il giro della rete che la CIA avrebbe sospeso i pagamenti ai gruppi ribelli al FSA. Che ora hanno due scelte: andare con ISIS o allearsi con la Turchia. Quest’ultima ha già preso una città in Siria, Jarablous, dove nell’insegna dell’ospedale si legge: “ministero per la sanità della Turchia”. Continuano gli scontri ad al Bab, colpi di artiglieria contro la città: 11 i morti. Due i soldati turchi uccisi da Daesh. Cambia la strategia del Califfato ad al Bab che ne vuole fare una nuova Kobani. Ma con un esito diverso. Sta ripiegando infatti verso le aree densamente abitate per poi portare attacchi mirati contro soldati. A sostenere l’avanzata dei soldati turchi e FSA oggi anche gli aerei russi che hanno bombardato 4 ponti nella provincia di Aleppo. Mentre continuano gli scontri tra i curdi e i ribelli e turchi. YPG, curdi siriani, ha strappato ai ribelli siriani alleati dei soldati turchi, nei pressi di Azaz il villaggio di Maran. Gli scontri continuano. Assad e ISIS invece si scontra con ISIS a Homs, Palmira, dove ISIS ha dato fuoco agli impianti del gas mentre si combatte nella zona della centrale del latte. E ancora aperto a tre il fronte di Daraa: ISIS contro Tahir al Sham, e contro Assad.

Redazione

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