ISIS. “Il Califfato resterà fino al ritorno di Gesù”

452
Molto rilievo sui social ISIS hanno avuto i canali che postano i “discorsi” degli studiosi dello Stato Islamico. In report un canale che ha postato brani di quelli di Al Adnani, defunto portavoce di ISIS. L’obiettivo è mostrare che la morte in battaglia o per conto di Allah è l’unica via per la salvezza e per il paradiso. La propaganda portava in se un seme, l’imminente discorso di Abu Hasan al Muhajirun.
Postato l’annuncio del discorso a partire dalla tarda mattinata del 4 aprile e il discorso audio edito da al Furqan Media Center è stato postato su tutti i canali, praticamente in mondovisione alle 17.20 ora italiana. Il titolo trae origine dalla Sura 30: Ar-Rûm (I Romani, intesi come Bizantini), in modo particolare l’ultimo verso il 60: «Sopporta dunque con pazienza [o Muhammad]. La promessa di Allah è veritiera e non ti rendano leggero, coloro che non hanno certezza», che ne è il titolo. Il discorso postato in arabo dura 36 minuti e cita la Libia, Yemen e altri territori del Califfato. Ma quello su cui tutti i social hanno posto l’accento è che come promette Allah nella Sura 30, alla fine l’Islam vincerà, nonostante le calamità. Per inquadrare la Sura prendiamo breve spiegazione da un sito aperto che illustra il Corano, e che tutti possono consultare, senza la pretesa essere esaustivi: «La sconfitta di cui parla il secondo versetto della sura, è quella che i Bizantini subirono in Palestina nel 614 d.C. L’esercito di Eraclio, imperatore romano d’Oriente, fu sbaragliato. I Persiani occuparono la Siria e l’Egitto, saccheggiarono le chiese e si impadronirono delle più significative reliquie della cristianità. Riferisce il Tabarî che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), si dispiacque della sconfitta dei cristiani, mentre i coreisciti  idolatri  ne furono entusiasti. In questo contesto, la rivelazione che annunciava la futura rivincita dei Bizantini suscitò accese discussioni e Abû Bakr diede un’ulteriore prova della sua fede, scommettendo cento cammelli sulla sua veridicità. Nel 622 Eraclio sconfisse i Persiani e cinque anni più tardi combatté e vinse la battaglia definitiva in Iraq, nei pressi della città di Mosul».
Come al solito dunque ISIS contestualizza la sua epoca e incoraggia i suoi uomini. Sono numerose le sconfitte subite e con l’arrivo delle truppe USA in Iraq la battaglia si fa più dura. Gli sciiti poi incoraggiati dagli alleati stanno torturando il popolo di ISIS. Per questo ci vogliono più martiri e più combattenti. Inoltre non si può trascurare che tra la Sura 30 e la guerra in corso vi sono delle somiglianze. Se si sostituiscono i bizantini con ISIS la situazione è molto simile. ISIS apparentemente perde contro i persiani. Ed ecco la promessa di Allah: l’Islam vincerà.
Secondo un analista della rete social i 14 punti essenziali, dal punto di vista religioso, del discorso ”Sii paziente, infatti la promessa di Allah è verità”, sono:«1 Abul Hassan al Muhajir: “#IslamicState ci sarà (bāqiyah) fino a quando non consegnerà la sua bandiera a ‘Isa (Gesù) – pace sia su di lui; 2 “IslamicState è impegnato in una feroce guerra contro una nazione ostile. L’ #IslamicState, che libera la Ummah dalle catene, è salda nella fede e conosce la sua strada e non si discosta dal percorso”. 3 Abul Hassan al Muhajir: “Allah è il nostro soccorritore contro di loro, questa è la sua luce in battaglia e il suo culmine e la lezione sta nella sua fine”. 4 “Fermezza dei fratelli raccontata e seguita a Mosul dalla serie di operazioni di martirio. Muori nella tua rabbia America”. 5 “Sicuramente gli artigli del kufr (impuri) e il loro potere nella Ummah saranno sradicati dalle mani dei figli del Khilafah”. 6 “L’ateismo è un errore, se si pensa che così si possa prevenire la predestinazione divina. Anzi la vittoria alla fine appartiene al timorato di Dio”. 7 “Il rumore di voci degli studiosi maligni non deve essere ascoltato, tranne per quanto riguarda i mujaheddin e per quanto riguarda le ingiustizie affrontate dai musulmani deboli”. 8 Chi cerca una pace fra le fazioni, non considera inverosimile che si possa vedere con il Nusairita (cioè il regime di Assad) insieme ai fratelli nella trincea del patriottismo!”. 9 L’America è stata trascinata prima in Iraq; poi in Siria e qui verrà sconfitta perché nulla può salvarla da un confronto diretto. 10 “Lasciare alcune aree è nulla, se non una purificazione per il popolo dell’Islam. E dopo di questo le conquiste saranno più ampie”. 11 “L’America pensava di aver posto fine al jihad e che aveva effettivamente sistemato il Rafidah  (gli Sciiti iracheni) con la legge, ma i soldati del Khilafah li hanno giustamente distrutti. E presto arriverà il turno dei kurdi secolaristi. E l’America ha realizzato, che non c’è nessuna salvezza”. 12 L’America ora ha due opzioni: (1) Fare attenzione da quello che le aspetta; (2) andarsene … e in effetti non è stato ancora fatto. Quindi, dovrà attendersi i bagni di sangue”. 13 “O popolo della penisola arabica … alzati contro gli al Saud e i loro alleati. 14 Abul Hassan al Muhajir: “O sostenitori del Khilafah, o quelli per cui è diventato difficile andare avanti verso il jihad, con l’hijra: “La nostra guerra contro il nemico è onnicomprensiva, e i loro interessi sono facili bersagli. Così li terrete occupati all’interno lontano dal Khilafah”».
Un altro analista ne fa una sintesi politica in 13 punti, si tratta di un interessante compendio ai 14 punti precedenti: «1) Non c’è mai stata nessuna alleanza mondiale contro un solo gruppo nella storia; 2) il Califfato conosce la malattia e la sua medicina e non si fermerà fino a quando non passerà la bandiera a Gesù per combattere l’anti-Cristo; 3) ISIS non bada ai colloqui di Astana o ai colloqui in genere; 4) Lode ai Mujahideen che si sono uniti in Libia, governata dalla Sharia; e Abul Hassan al Muhajir ha sottolineato come la Confraternita di Shaytan (Satana) si è mobilitata contro di loro con l’aiuto occidentale; 5) Viviamo in una nuova era, in cui è stato costruito l’edificio del califfato; nonostante la crisi, il colpo finale arriverà alla fine dei giorni; 6) le operazioni di martirio non si limitano più ai giovani, ma anche gli anziani vogliono farle; 7) I Kuffar (gli infedeli) pensano di aver vinto prendendo paesi o città; 8) i ribelli hanno consegnato Aleppo senza combattere e hanno seguito il dollaro e si sono messi a combattere lo Stato islamico; 9) Al-Muhajir si riferisce alla campagna della Turchia definendola lo Scudo della Croce, perché porta i ribelli ad essere partner in patria con il Nusayris (regime di Assad); 10) è ancora potente anche se sta perdendo il suo territorio. Dice che libererà Costantinopoli senza combattere; 11) Al-Muhajir dice: America, hai mentito e fallito e abbiamo avuto ragione; si pensava che aveste vinto in Iraq e consegnato il paese alla legge dei Rafidhi (gli sciiti iracheni); 12) Al-Muhajir: Abbiamo resuscitato le tradizioni e fatto rivivere concetti che l’Ummah aveva dimenticato; alcune persone non avevano mai sentito parlare del califfato; 13) Al-Muhajir: Ai soldati del Califfato a Mosul, Tal Afar, Raqqa e altrove, sappiamo che state attraversando il più grande periodo del nostro jihad e il punto di svolta più pericoloso nel nostro jihad».
Redazione
DAESH MATRIX è il secondo volume dedicato al fenomeno dello Stato Islamico.
È possibile acquistare il libro su Tabook.it