Parigi e Washington pronte ad attaccare ISIS

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STATI UNITI D’AMERICA – Washington. 07/08/14. Stati Uniti e Francia pronti ad entrare militarmente nel nord del’Iraq per sostenere le minoranze etniche minacciate da ISIS. A danne notizia le tastata Middle East che cita il New York Times.

L’obiettivo delle due nazioni contrastare l’invasione dello stato islamico fondamentalista e per aiutare coloro che cercano di fermare questa marcia verso l’annessione di territorio più ad influenza iracheno e soprattutto sostenere il nord dell’Iraq e la sua minaccia al territorio della regione del Kurdistan. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sta cercando di pianificare aiuti umanitari via cielo per le 40 mila persone appartenenti alle minoranze religiose in Iraq isolati sulla cima di una montagna in fuga da ISIS. Un alto funzionario dell’amministrazione ha detto al giornale che Obama è alla ricerca di un certo numero di opzioni che vanno dalla caduta forniture umanitarie sul monte Sinjar e attacchi militari contro i combattenti stato islamico di stanza ai piedi della montagna. La Casa Bianca ha condannato fermamente l’attacco di giovedì scorso dei jihadisti nel nord dell’Iraq, dicendo che la situazione era “vicino al disastro umanitario”. Il Portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest ha dichiarato: «Stiamo lavorando in maniera intensa con il governo iracheno per aiutarlo a far fronte alla situazione umanitaria», aggiungendo che gli jihadisti «hanno esacerbato la crisi umanitaria già critica, situazione vicino a un disastro umanitario». Non ci sono commenti sul possibile utilizzo di veicoli per gli interventi umanitari. Un funzionario Usa ha detto, in condizione di anonimato, che ci sarà una decisione «imminente, tutto può essere troppo veloce». Da parte sua, il presidente francese Francois Hollande oggi in una conversazione telefonica con il presidente del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani, ha detto che la Francia era pronta a dare “sostegno” alle truppe che combattono i jihadisti dello stato islamico. La presidenza francese ha detto in una dichiarazione che «il Presidente ha sottolineato la disponibilità della Francia a fornire sostegno a queste forze, che è bloccato in battaglia», senza specificare la natura di questo supporto. Ha detto che anche l’Olanda e Barzani sono pronti a dare una mano «l’intenzione è quella di collaborare per fermare lo stato islamico con una offensiva nel nord-est dell’Iraq», secondo la stessa fonte. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha detto che la Francia è «molto preoccupata» per il progresso di estremisti militanti islamici nel nord dell’Iraq e le “atrocità” commesse da loro contro la popolazione civile, in particolare delle minoranze religiose.Si riferiva al controllo di jihadisti sulla città di Qaraqosh più grande città cristiana in Iraq. Fabius ha detto che la Francia ha chiesto di convocare un incontro urgente «al fine di mobilitare la comunità internazionale per far fronte alla minaccia terroristica in Iraq e per fornire assistenza e protezione alle popolazioni a rischio». Vi sarebbero già in preparazione da parte americana e francese operazioni per intervenire militarmente nella crisi irachena appena ottenuto il via libera dal Consiglio di Sicurezza chiamato a consultazioni urgenti in Iraq. La Francia ha chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite «per affrontare la minaccia terroristica in Iraq». Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà un’audizione a New York, consultazioni urgenti sulla situazione in Iraq su richiesta della Francia, secondo i diplomatici, ha detto.
La sessione avrà inizio alle 17:30 ora locale (21:00 GMT). Dopo la caduta di Qaraqosh attaccata da ISIS mercoledì, come affermato dal patriarca caldeo, Louis Sako, che riferito che centomila cristiani sono stati costretti a fuggire, parlando di “una catastrofe umanitaria”. A Roma, Papa Francesco appello ai leader mondiali chiedono alla comunità internazionale di proteggere i cristiani nel nord dell’Iraq e per contribuire a porre fine alla crisi nel nord dell’Iraq, che il Vaticano ha descritto come “una tragedia umana in corso.”