ISIS. Dopo gli Champs Elysees a chi tocca?

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ISIS si muove sempre su due fronti: sul terreno e in rete. A partire dal 16 di aprile, in rete gira un video in cui si asserisce che nel solo mese di marzo le unità Cyber di ISIS hanno attaccato oltre 100 profili twitter, a cui vanno aggiunti quelli Facebook. Non è ben chiara la dinamica con cui ISIS scelga i profili, il fatto certo è che vengono postati on line ogni volta che vengono attaccati. Per quanto riguarda i profili Facebook il numero è arrivato, il 20 aprile, a 222.
Preoccupante inoltre il dato che vede la Turchia sempre più nel mirino di ISIS. Anche il 20 aprile è stato postato un videoclip in lingua turca sottotitolato in inglese dal significativo titolo: È stato instaurato il Califfato. Il video è un invito ai simpatizzanti di ISIS a compere l’Egira nel territorio ISIS. Ed  corredata di immagini che mostrano la: fratellanza, l’amore per lo “stato”, la necessità di combattere il nemico. Questa tipologia di campagna fu fatta in lingua francese, contro la Francia nel 2014. I video contro la Francia, dei veri e propri format con protagonisti di origine francese, chiedevano ai loro concittadini che si professavano musulmani di andare in Siria a combattere e se non potevano, chiedevano loro di uccidere i francesi ovunque e con qualunque mezzo. Il video più famoso all’epoca, uscito a novembre 2014, era: Qu’attendez vous?.
Questi messaggi da allora ad oggi, non si sono attenuati e anzi in maniera ciclica ritornano e non solo chiedono ai francesi di colpire Parigi e il territorio ma spiegano come farlo. Dal 2014 la Francia ha pagato un prezzo molto alto: Charlie Hebdo, il Bataclan, gli omicidi dei due poliziotti, l’uccisione del prete, Jacques Hamel,  da parte di due ragazzi affiliati a ISIS e altri episodi.
Fino ad arrivare allo scontro a fuoco di ieri sugli Champs Elysees. Si continua dunque a sottovalutare l’importanza della comunicazione terroristica mentre ISIS lavora e amplia il consenso tra il suo popolo di simpatizzanti che diventano affiliati, anche attraverso video, nasheed, comunicati, foto. ISIS lavora come un broadcast, ha dei format, pianifica una comunicazione e appena la logistica lo consente attacca laddove ha uomini in territorio. Aspettiamoci dunque senza vivere nella paura, una recrudescenza di questi fatti che non diminuiranno, ma anzi.
Investire nella ricerca e studio della comunicazione e poi formare il personale addetto alla sicurezza diviene dunque un’urgenza. ISIS si muove a livello mondiale, noi siamo ancora concentrati sulle nazioni, regioni, province, comuni. E mentre la Francia subisce nuovi lutti, nessuno pensa o correlare i fatti con quanto sta accadendo in Egitto, nelle Filippine, in Siria, Iraq, Afghanistan.
Redazione
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