ISIS: Controffensiva in Siria e Iraq dello Stato Islamico

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La guerra comunicativa di ISIS va di pari passo con quella sul terreno. E così, via social, si apprende che presto sarà on line la versione in inglese del discorso del portavoce dello Stato Islamico, Abu Hassan Al Muhajir. Un discorso, che nelle mire di ISIS vuole essere di sostegno alle “truppe al fronte” e ancora incitare alla conquista. Nel mirino di ISIS c’è l’Asia, alcune regioni dell’India, il Pakistan e l’Afghanistan. Ma in questi giorni si parla molto di West Africa. Edito infatti dalle reti social di ISIS un video in cui si mostrano immagini ISIS dal Niger, Nigeria, Chad, Mali e Sudan. In modo particolare vengono filmate operazioni contro soldati del Lafiya Dole in Nigeria. E ancora immagini della polizia di ISIS, la Hisba, che gira per i mercati delle zone conquistate. L’obiettivo, si afferma nel video, è di dare vita, dalla Libia allo Yemen a un’area islamizzata sotto la bandiera nera. Per scendere nel concreto della battaglia, ISIS domenica ha assaltato la zona ovest di Tal Afar, Iraq, uccidendo molti uomini dell’esercito iracheno e conquistando almeno tre villaggi. Via social, account non ISIS, asserivano che si è trattato di uno dei più violenti attacchi ISIS degli ultimi mesi. In questo modo ISIS riapre il fronte in una zona considerata liberata dall’esercito iracheno. I media iracheni nel frattempo sostengono che al Baghdadi potrebbe essere stato ferito a al Qaim il 9 febbraio. Continua anche l’uso di droni da parte di ISIS a Mosul, zona sud ovest, e i bombardamenti aerei della coalizione.

Non va meglio in Siria. Per capire il grado di povertà, citiamo un post di un attivista siriano non ISIS, il quale scrive che una scimmia in Siria costa 200 dollari mentre un soldato viene pagato 100 dollari. Tanto vale la vita in Siria oggi. Nel frattempo arrivano nuovo militari dal nord del Caucaso mentre ISIS compie una controffensiva contro i curdi a nord di Tabqa riconquistando 4 villaggi: Suwaydiyyah Kabirah, Buyud, Widyan, e Tarikiyyah. Almeno 24 soldati curdi sono stati uccisi e altri 30 sono stati feriti, secondo fonti ISIS. L’area è stata pesantemente bombardata da russi e siriani.

Continuano anche le battaglie per la presa di al Bab. Secondo account non ISIS, Daesh continua a controllare Qabasin Zaaah e Al Bab. Mentre le SAA sostengono di aver preso Khirabt Jahsh, Mansurah, Jadida, l’FSA (Scudo dell’Eufrate) si sta concentrando nella zona sud e nord di al Bab prendendo, quartiere dopo quartiere, l’area a ISIS. Secondo fonti ISIS ci sarebbero stati 40 attacchi aerei russi e siriani e 130 razzi e colpi di artiglieria contro i villaggi di: Baijan, Abu Jabbar, e Mazburah, sud-est della città di al Bab, mentre si conterebbero 35 attacchi aerei turchi e russi e 270 razzi e colpi di artiglieria contro al Bab e le città di Tadif, Bazaah, e Qabbasin. Altri scontri si registrano a Homs tra ISIS e forze di Assad. A Daraa tra i ribelli e forze pro Assad, a Hama tra ribelli e ISIS. Infine sembra che un gruppo pro ISIS abbia giurato fedeltà al Califfato a Idlib e sia pronta ad aprire un nuovo fronte in città, che si andrebbe a unire allo scontro interno tra ribelli di Ahrar al Sham e Tahrir al Sham e ai raid aerei delle coalizioni a guida USA e russi per uccidere i leader dei terroristi dei vari gruppi presenti sul territorio.

Redazione

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