ISIS combatterà fino all’ultimo istishhadi

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Sono ritornate le infografiche di ISIS; una delle più gettonate è quella dei 5 mesi di battaglia a Mosul. E una seconda riassuntiva ci informa che gli attentati suicida a Mosul sono stati 373 e hanno portato alla morte di 8321 persone.
Per ISIS questo è un gran successo. Un altro account su un gruppo asserisce che a Mosul ISIS non mollerà fino alla morte dell’ultimo suo combattente. Morte che avverrà da “martire”, insomma senza esclusione di colpi. Aumentano i canali per gli africani in lingua inglese, ed è uscito il sesto numero della rivista Kostantiniyye con copertina dedicata ai “murtadd” della Fratellanza musulmana. Sui canali in lingua “indiana” abbiamo reperito testi in cui apprendere il Corano in maniera veloce e ancora vi sono delle critiche agli studenti stranieri che si dedicano allo studio della lingua ma non al Corano.
E proprio tra chi vuole imparare a memoria il corano e chi non che si distingue il buon musulmano. In Iraq è un bagno di sangue, lo avevamo annunciato ed adesso l’evidenza è sotto gli occhi di tutti o per lo meno di quelli che vogliono vedere. Secondo fonti mediche militari peshmerga dal 2014 ad oggi si contano 1800 peshmerga uccisi e 10000 feriti. ISIS nelle sue infografiche parla di 8321 morti durante gli attacchi. In fuga da Mosul, se mai ci riusciranno, ci sono 180.000 persone terrorizzate dai bombardamenti e dai morti, a causa dei raid USA dei giorni scorsi.
Oramai anche gli account pro Abadi parlano di strage di Mosul dove ISIS continua a fare strage di agenti della Polizia Federale; si tratta di una struttura che ISIS ama colpire in modo particolare perché all’inizio della controffensiva la Federale aveva fatto dichiarazioni in cui affermavano che in poche settimane Mosul sarebbe ritornata nelle mani di Abadi. Dichiarazioni criticate da ISIS.
Non solo, il motto della polizia federale è: “Polizia per l’intervento rapido”, cosa che ISIS ricorda dopo ogni attentato. Gli scontri continuano ad avvenire nel quartiere “vecchio della città”. E dove non arrivano le bombe di ISIS, o i droni, sono in posizione i cecchini. La zona ovest è ancora quella più bersagliata: Badoush, la zona del cementificio, Al-Dawasaa, a Nablus e nella zona nuova di Mosul.
Si fanno sempre più pressanti poi i raid aerei su Raqqa e Tabqa, in Siria. Nei giorni scorsi 10 morti 19 feriti comprese donne e bambini, a ovest di Tabqa, e ISIS ha risposto con un attacco di missili contro esercito curdo. Le agenzie di stampa di Raqqa asserivano che SDF grazie al supporto USA controlla la stazione del petrolio a Jarka a nord di Raqqa e dopo duri scontri con ISIS controlla la stazione di Karama.
Altro raid aereo si è registrato vicino a un panificio a Hama Balasem a est di Raqqa. ISIS però oltre al video della vita a Raqqa manda on line foto di vita quotidiana dalla città di Abu Kamal. Ad Afrin i curdi hanno fato una alleanza con i russi i quali si sono impegnati ad addestrarli. Sempre ad Aleppo ma in altra area l’artiglieria di Assad spara: Mansoura e Kafar Del a ovest di Aleppo. Raid aerei invece si registrano sempre nella zona di Aleppo da parte di Assad e alleati a Atareb, Daret Ezza, Tawama. Molti i morti nelle file di Assad. E a Jobar i ribelli hanno chiesto ai soldati di Assad la resa. L’aviazione siriana oggi è tornata a bombardare, tre raid, a est di Goutha. Nel frattempo continuano i raid aerei russi sull’area ancora scontri nella zona dei silos.
Redazione
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