ISIS arruola nel settore della comunicazione

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Ancora tanto est asiatico negli account ISIS. In modo particolare Filippine e India. Per quanto concerne le Filippine, ISIS ci tiene a spiegare che le Filippine sono il Paese che ha la storia più antica in materia di Jihad. Oltre 600 anni, interrotta solo con l’avvento del dominio spagnolo.

Ed ora che è arrivata ISIS nelle Filippine a Mindanao per i crociati, ovvero l’Occidente, le cose si mettono male. Anche perché dalle Filippine ISIS intende espandersi in tutto il sud est asiatico. Questa è la promessa fatta ad Allah. Tra le notizie postate dagli account indiani, le notizie degli arresti nelle Filippine e il doppio attentato di domenica scorsa nei pressi del Taj Mahal, definito  però dalle autorità locali come un problema interno e non collegato al terrorismo. E come promesso in un video da Raqqa, tutti i social puntano sul rafforzamento delle trasmissioni audio di radio al Bayan: ISIS è alla ricerca di persone che sostengano la diffusione delle notizie del Califfato in qualunque modo su tutte le piattaforme.

Ancora sangue a Mosul e sempre nel distretto di Badoush e Nablus si sono registrati da parte di ISIS gli scontri più forti. ISIS ha postato diversi comunicati in cui fa la conta dei mezzi distrutti sia a nord ovest della città che nella zona nuova di Mosul; ha dato molta importanza ad un attacco portato avanti contro le caserme degli sciiti a nord ovest di Mosul e all’azione dei suoi cecchini. Tra le notizie postate da ISIS il riferimento ai civili uccisi a Mosul dall’inizio della controffensiva irachena: 1800 morti tra i civili da attacchi americano/iracheni. Nel frattempo, si apprende che soldati USA dalla 82a divisione aviotrasportata stanno monitorando l’aerea in coordinamento con la 9° brigata dell’esercito iracheno sul lato destro della città Mosul, numerose foto dei militari americani sono state postate sui social, senza commenti.

Infuocata la rete social siriana, in tutti i sensi. Tre i luoghi di attenzione: Damasco, Raqqa, Hama. Non si comprende dove i ribelli “riuniti” abbiano preso armi, divise, soldi. Si comprende invece che al Qaeda attraverso Joulani stia portando avanti il progetto del 2006, ovvero costruire un enclave jihadista in Siria. Un secondo dato che emerge e da non trascurare è la litigiosità dei ribelli siriani:  se dovessero prendere Damasco, si divideranno nel momento in cui si deve gestire il “potere” come successo ad Aleppo. Bombardamenti anche nell’area a est di Aleppo.

Nel frattempo fra sconfessioni e conferme si apprende la località della base dei russi ad Afrin; nella base i russi dovrebbero addestrare i curdi non solo contro il terrorismo ma a gestire il nascente stato curdo. Le forze siriane hanno abbattuto un drone israeliano sulle alture del Golan, a Quneitra, territorio siriano. Sarebbe questo il secondo incidente in meno di una settimana.

E potrebbe scatenare le ire di Israele che ha promesso di radere al suolo l’intero sistema contraereo siriano.

Raqqa diventerà una distesa di macerie visiti i continui attacchi aerei che si sono succeduti dal 2014 ad oggi.

Redazione

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