ISIS. Apparire per restare. Il “Terrorismo fluido” di DAESH

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Nel panorama del terrorismo islamico sta cambiando qualcosa. A dircelo è ISIS che confuta sempre le istanze di al Qaeda, che poi vengono puntualmente ribattute da al Qaeda e sostenitori e ancora c’è l’informazione e la contro informazione sui fatti dove ISIS combatte che crea dibattito on line. A dimostrazione di questa eterna discussione on-line, si può usare anche il comunicato stampa del 15 luglio della Moata Agency in riferimento alla comunicazione di ISIS.

L’Agenzia Moata sostiene di essere nata 17 mesi fa. Non dice per mano di chi e chi la sostiene economicamente. Sappiamo, invece, perché lo ha scritto nel comunicato del 15 luglio, che per 17 mesi si sono fidati delle parole di chi poi li ha traditi. Il lavoro della Moata Agency ha cercato di essere il più obiettivo possibile, non si è immischiata in discussioni “religiose”, “ideologiche” perché ha preferito essere sul campo e seguire i fatti ma questo lavoro non è stato premiato. Non è stato premiato in senso generale e in modo particolare da chi ha dichiarato guerra a ISIS. Il comunicato nasce per fare chiarezza sulla posizione dell’Agenzia Moata in merito a ISIS o meglio in merito ai portatori di “Verità”nel mondo contemporaneo.

ISIS è l’unica portatrice della “Verità” e quindi la Moata Agency sostiene e appoggia tutto il suo piano comunicativo, social, di notizie e di sfera mass mediale, e lo farà fino a che ISIS rimarrà sul sentiero della “verità”, che “Allah li aiuti” dice l’agenzia. ISIS ha saputo mettere in difficoltà tutti gli eserciti del mondo che le hanno dichiarato guerra. E siccome hanno visto che militarmente è impossibile sconfiggere ISIS questi hanno cominciato a calunniare ISIS ma ancora una volta il resto del mondo ha perso. Sì perché nel frattempo migliaia di giovani in tutto il mondo hanno cominciato a sostenere ISIS e a confutare e a diventare quindi pericolosi per il loro Paese di origine. ISIS dunque fa scuola e diventa portatrice di un nuovo “metodo” di combattere: sul terreno e sul web.

Il resto del mondo ha usato persino i mercenari per sconfiggere ISIS ma a nulla è valso lo sforzo perché ISIS è «protetta in quanto cammina sulla via di Allah» . L’Agenzia Moata dunque: «Con l’anima e con il corpo si schiera a favore dei media di ISIS, con i suoi capi e con l’Alta Commissione della Sharia (governo di ISIS)». Chiede inoltre a ISIS di resistere alla campagna mediatica messa in atto dal resto del mondo contro di lei perché questo sarà l’ultima delle loro azioni, «in quanto Allah darà la vittoria e manterrà la sua promessa anche se ancora molte persone non lo sanno (modo di dire coranico) e non se ne rendono conto».

Il terrorismo islamico dunque ha definitivamente assunto un ruolo attivo sui media social. Obbligatoriamente per non sparire nel nulla tutti devono “apparire” e anche in modo sofisticato in rete. ISIS ha dato uno schiaffo a tutta la comunicazione “terroristica” ed ha imposto: “format” che richiedono una organizzazione molto puntuale a cui segue sempre: pianificazione dei target, comunicazione specifica, logistica, attacchi mediatici e poi “reali” e resoconti video. I nuovi gruppi “nascenti” dunque non avranno nessun futuro se non si alleano con ISIS o con al Qaeda che sono le uniche due “strutture terroristiche” centralizzate e organizzate. Il nuovo volto del terrorismo vede un sistema economico, di approvvigionamento, mobilità, addestramento su scala mondiale per non essere soffocato dalle autorità, insomma si muove inseguendo la globalizzazione. Diventa fluido, si sposta e si innesta come i virus e i batteri la dove il sistema immunitario è debole. Dove il sistema Paese non riesce a gestire le tensioni interne.

Redazione

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