IRAQ. Tutto da rifare: si apre il riconteggio manuale dei voti 

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«La Commissione indipendente per le elezioni dovrà provvedere al conteggio manuale in tutti i centri di voto in Iraq sotto la supervisione del Consiglio giudiziario supremo e con la partecipazione di rappresentanti dei gruppi politici e delle Nazioni Unite», si afferma in un provvedimento del parlamento. 

Così il parlamento iracheno ha deciso di effettuare il conteggio manuale dei voti delle elezioni parlamentari del 12 maggio. Il 6 giugno scorso, i legislatori iracheni hanno inoltre votato a favore della sospensione della Commissione indipendente per le elezioni, Ihec, sostituendola con nove giudici, riporta Press Tv.

Inoltre il parlamento ha annullato i risultati delle votazioni all’estero e degli sfollati interni nelle province di Anbar, Salahudin, Diyala e Nineveh. L’emendamento ha, inoltre, annullato il futuro uso dei dispositivi elettronici di conteggio dei voti.

Inizialmente i voti erano stati conteggiati con un sistema elettronico che avrebbe dovuto fermare le frodi, ma che ora viene accusato di irregolarità. Il primo ministro iracheno uscente Haider al-Abadi ha detto che ci sono state violazioni “pericolose” di cui ha per lo più incolpato lo Ihec, ai cui membri è stata vietata l’uscita dal paese. Il 28 maggio, il parlamento iracheno aveva già cancellato i voti degli espatriati e degli sfollati interni alle elezioni parlamentari.

L’annuncio della decisione parlamentare è arrivata pochi giorni dopo che Abadi ha ordinato la creazione di una commissione per esaminare le presunte irregolarità nelle elezioni parlamentari. Una dichiarazione ufficiale ha detto che una recente riunione del gabinetto presieduta dal premier aveva nominato il capo anti-corruzione iracheno come vertice della commissione.

La dichiarazione suggeriva inoltre che gli hacker avrebbero potuto manipolare i risultati elettorali. Il blocco di Sairoon di Moqtada al-Sadr ha ottenuto 54 seggi su 329 nel parlamento iracheno. L’alleanza Fatah, guidata dal segretario Generale dell’Organizzazione Badr Hadi al-Ameri, e la coalizione Nasr di Abadi si sono piazzate al secondo e terzo posto, rispettivamente con 47 e 42 seggi.

Oltre 7.000 candidati hanno partecipato alle elezioni per vincere i 329 seggi del parlamento che sceglieranno un nuovo presidente, un nuovo primo ministro e un nuovo governo in Iraq. Si tratta della quarta tornata elettorale degli Stati Uniti del 2003 che ha portato a un forte aumento delle tensioni settarie e alla conseguente violenza legata al terrorismo nel paese arabo. Il prossimo primo Ministro dovrà affrontare l’enorme compito di ricostruire un paese distrutto dalla guerra contro Daesh.

Madalena Ingroia