Armare le tribù sunnite irachene contro ISIS

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EAU – Abu Dhabi 06/02/2015. Gli Emirati Arabi Uniti, che hanno sospeso gli attacchi aerei contro lo Stato islamico, vorrebbero che la coalizione guidata dagli Usa armasse le tribù sunnite dell’Iraq per combattere i jihadisti.

Secondo il quotidiano governativo Al-Ittihad, la decisione di interrompere i raid emiratini in Siria è stata «causata della necessità di garantire una protezione adeguata a tutti i piloti che partecipano agli attacchi contro Daesh». Una preoccupazione ancora maggiore, secondo il giornale, è la mancanza di supporto per le tribù sunnite nella provincia di Anbar, gran parte della quale è state presa dai jihadisti. «La riserva più importante (…) è stata l’insoddisfazione verso la coalizione che non ha mantenuto la promessa di aiutare i sunniti di Anbar, fornendo addestramento e equipaggiamento nella guerra contro Daesh», scrive il giornale. «Né gli attacchi aerei, né una guerra mediatica sono sufficienti per la sconfitta» di Daesh, aggiunge il giornale. Gli Emirati Arabi Uniti hanno cessato le missioni di attacco aereo nel mese di dicembre, poco dopo che il pilota giordano Maaz al-Kassasbeh fu catturato dopo l’abbattimento del suo F-16 in Siria orientale. Il Pentagono ha detto il 5 gennaio che gruppi di attacchi kuwaitiani sarebbero stato spostati a nord dell’Iraq per aumentare la capacità di salvare i piloti della coalizione abbattuti, come richiesto dagli Eau. Lo Stato Islamico ha guidato una grande offensiva a giugno 2015 a nord e ad ovest di Baghdad, occupando parti significative di Anbar. Le tribù sunnite ebbero un ruolo chiave nel bloccare l’avanzata dei jihadisti nella provincia.