IRAQ. Se Mosul è stata liberata, perché ISIS uccide ancora?

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Lungo il confine siro-iracheno, si è verificato un attacco che ha preso di mira i soldati iracheni. A Jamouna, infatti, è stato attaccato il quartier generale dei militari iracheni. Le milizie irachene, ricordiamo, nelle scorse settimane hanno postato molti video sulle loro attività in quell’area, che di certo non sono sfuggite a ISIS. Sarebbero 28 i soldati uccisi; morti a cui ha fatto seguito il comunicato ufficiale di ISIS, con tanto di foto on line. Molta tensione sui social si è avvertita dopo la notizia dell’End Calling, un comunicato che sancisce la liberazione totale di Mosul da ISIS. Secondo i canali telegram ISIS la notizia nasce per coprire i fallimenti dell’esercito iracheno e della Coalizione a Mosul. Non solo a rinforzare le menzogne irachene la notizia del prolungamento della missione dei militari canadesi a Mosul. Dopo tutto hanno detto gli account di ISIS, il ministero dell’Interno aveva detto la stessa cosa nel 2011. Per poi doversi ricredere. Il 1 luglio un attentato suicida ISIS contro la polizia federale ha fatto poi 39 morti e 18 feriti oltre a distruggere molti mezzi nella parte vecchia della città, “liberata” dagli iracheni.

Una mappa infatti dimostrerebbe che ISIS ha ripreso il controllo del 90% della zona vecchia di Mosul. Altri 23 soldati sciiti sono rimasti uccisi negli scontri in città nelle aree di Bab Lakash e ancora di Sa’ah. Scontri si sono registrati nella strada Farouq (Corniche Street) e ancora si contano 8 soldati iracheni uccisi a Sarjakhanah all’incrocio con Mosul. Altri episodi si segnalano a Bab Jadid dove ISI sta ucciso dei militari entrati in una casa trappolata. E un’altra esplosione si registra nella stessa area, ISIS ha riferito di un IED contro un’auto della polizia federale. Di estremo intesse una vignetta postata dai canali ISIS che mostra come i media occidentali nascondano la verità su quanto accade a Mosul. Nella vignetta si vede un cartellone sorretto da due soldati, che mostra carri armati puntati contro il cameraman ma in realtà è un poster che nasconde morte e distruzione. ISIS manda dunque un messaggio ai suoi: non credete ai media occidentali. Va detto comunque che ISIS sta cercando una nuova casa in Iraq, bisogna vedere dove, l’Anbar rimane il territorio più ambito, in quanto confinante con la Siria. La domanda è: “esattamente dove?”.

ISIS cerca sempre di colpire laddove nessuno se lo aspetta e pianifica tutto nei dettagli, a partire dalle alleanze tribali che quindi spianano la strada ai combattenti ISIS. Altra zona da tenere sotto stretta sorveglianza è quella all’estremo opposto confinante con l’Iran. Qui più per ragioni economiche che non altro. 

Inoltre a Baghdad tre civili feriti da esplosione IED a Alwa, Latifiya a sud della capitale. Mentre a Najaf è stata aperta una indagine  sull’uccisione di dimostrante ieri e sul ferimento di 5 persone , le proteste continuano  anche oggi. La città vive forti tensioni e ci ricorda molto Homs del 2011 in Siria, facile preda di ISIS.

Redazione

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