IRAQ. Rosneft riapre l’oleodotto Kirkuk-Tripoli

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Il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Namdar Zangeneh, ha attaccato nei giorni scorsi il governo di Baghdad accusandolo di sostenere l’Iran solo a parole e sottolineando come l’Iraq non voglia pagare i due miliardi di dollari dovuti all’Iran per l’importazione di gas nascondendosi dietro le sanzioni americane.

Una serie di media iracheni citano l’Italian Trade Agency, cioè l’Ice, che a sua volta riporta come, secondo fonti mass media libanesi,  sarebbe molto prossima la riapertura della pipeline che collega Kirkuk a Tripoli, nord del Libano. 

Questa pipeline è ferma dal 1982, poco dopo l’inizio della guerra iracheno-iraniana. La Rosneft, compagnia petrolifera russa, ha ottenuto in questo mese un contratto operativo e di servizio per la gestione della Tripoli Oil Installations, Toil, per un periodo di 20 anni. Essa, gestendo anche giacimenti petroliferi in Iraq, potrebbe facilmente decidere di riattivare l’oleodotto.

Questa settimana l’ambasciatore britannico John Wilks ha fatto visita a ingegneri britannici e iracheni di Siemens Uk, che stanno aggiornando una turbina alla centrale elettrica di Al Mussayib che fornirà elettricità a 75.000 persone in più in Iraq. Account iracheni evidenziano come le compagnie britanniche siano tra quelle che stanno maggiormente investendo nell’economia irachena.  

I giornali iracheni hanno pubblicato un reportage sul settore industriale iracheno, regredito fin dall’invasione americana del 2003 e rimasto marginale da allora. 

Inoltre il dipartimento della Polizia per l’Energia ha annunciato il sequestro di oltre 800 cisterne destinate al contrabbando di petrolio nel 2018 con più di 320 persone coinvolte nei traffici. In aggiunta, l’autorità doganale irachena ha annunciato di aver sventato un tentato contrabbando di 9 container pieni di olio carburante nel porto di Umm Qasr nella provincia di Bassora. 

Il consiglio di Bassora ha annunciato che la provincia avrebbe bisogno dello stanziamento di circa 20 trilioni di dinari per risolvere la crisi interna. Intanto i residenti come ormai ogni venerdì sono scesi in piazza di fronte al palazzo della provincia a Bassora per chiedere servizi e lavoro.

Redazione