IRAQ. Proseguono gli arresti arbitrari e le carceri detengono persone 4 volte la capienza

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Non è stato dato molto risalto nei media, ma sono iniziate una serie di manifestazioni in Iraq e in particolare nel sud del paese. Il Consiglio provinciale di Bassora ha annunciato che la disoccupazione spinge giovani a manifestare. Secondo il Parlamentare di Bassora, Uday Awad, il governo centrale non affronta seriamente la crisi della provincia. Un altro Parlamentare di Bassora, Badr Zayadi, ha messo in guardia contro lo sfruttamento dei beni e della pazienza della popolazione di Bassora dove le manifestazioni potrebbero colpire situazione economica e portare alla fine di tutto il sistema politico. 

Di fatto, il Coordinamento dei manifestanti di Bassora ha annunciato la continuazione delle manifestazioni finché il primo Ministro Al Mahdi non accoglierà la richiesta di rimozione del governatore e il congelamento del Consiglio provinciale di Bassora. Questo dimostra quanto la situazione nel sud del paese sia di estrema difficoltà. 

Account social locali hanno indicato che due anni dopo la fine delle operazioni militari, sono tornate le ondate di arresti aleatori. È quanto si è visto nei giorni scorsi con gli arresti da parte delle forze di sicurezza e delle milizie sciite nelle vaste operazioni nella zona a nord di Baghdad.  

Questo riporta anche al centro dell’attenzione la questione delle carceri. Secondo il membro dell’Ufficio per i diritti umani, Anas al Azzawi, l’Unhcr ha registrato diversi morti nelle prigioni irachene a causa di sovraffollamento, alte temperature e mancanza di aria condizionata. Per la prima volta, il ministero della Giustizia ha riconosciuto che la popolazione carceraria è quattro volte superiore rispetto alla capacità.

Continuano ad essere un problema gli incendi. La Protezione civile ha spento un incendio di erbacce e rovi in una vasta zona dietro ospedale Imam Ali nel governatorato di Babilonia. Viene però riportato che diversi nuovi incendi nelle fattorie attorno a Al Zab, zona di Hawija. Diverse agenzie governative hanno affermato, come lo riconosce anche il ministero dell’Agricoltura, che dietro gli incendi, che si sviluppano da diverse settimane ormai, vi sia il crimine organizzato che vuole colpire l’economia irachena.

Secondo la stampa francese, la Francia dovrebbe rimpatriare i francesi membri di Daesh in Iraq per rendere giustizia agli Yazidi. Viene anche riportato che la Francia vorrebbe istituire un tribunale penale internazionale per i membri francesi di Daesh e le loro famiglie.

Redazione