L’Iraq rivitalizza lo Shatt al-Arab

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Il governo iracheno ha firmato un accordo del valore di 14 milioni di dollari con un consorzio statunitense per modernizzare uno dei porti più grandi del Paese nella provincia meridionale di Bassora.

La commessa ha lo scopo di ricostruire le infrastrutture chiave del Paese andate in rovina dopo anni di guerra e di sanzioni. A guidare il consorzio nel contratto decennale è la North American Western Asia Holdings (Nawah); la compagnia costruirà infrastrutture commerciali nel porto di Maqal sullo Shatt al-Arab. La stessa compagnia dragherà lo Shatt al-Arab che oggi non può ospitare navi dal pescaggio oltre i nove metri. Il porto, prossimo ai 94 ani di “età”, è uno dei quattro accessi commerciali sul Golfo Persico.  Lo Shatta al-Arab (o fiume Arvand per Teheran) è formato dalla confluenza del Tigri e dell’Eufrate prima di gettarsi nel Gofo. Bassora è a 550 km da Baghdad. Per il governo iracheno si tratta di una maniera di modernizzare il Paese e di rifornirlo di beni di cui ora ha bisogno. 

Tra le società statunitensi coinvolte, ad esempio, c’è la Triton Container International Ltd, la più grande compagnia di trasporto container marini del mondo (opera in 15 Stati e ha più di 200 depositi nel mondo. Si prevede che l’economia irachena cresca significativamente nei prossimi anni, e ha già concesso 15 concessioni per ricerca ed estrazione di petrolio e gas sin dal 2008. <la stima produttiva originaria del governo prevede l’incremento di della produzione petrolifera dagli attuali 3 milioni ai 12 milioni di barili al giorno entro il 2017, o al massimo per la stessa data una produzione di 10 milioni di barili al giorno se le condizioni della logistica non dovessero migliorare o se la domanda internazionale dovesse calare.