IRAQ. Non ci saranno più truppe straniere sul suolo iracheno 

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Sui social media iracheni sono state condivise le dichiarazioni di due personalità di spicco della componente politico-militare sciita filo iraniana. In primis il consigliere per la sicurezza nazionale, capo delle Pmu e possibile prossimo ministro per la Sicurezza Nazionale, Faleh al-Fayyad, ha ribadito quanto già affermato dal primo Ministro Adel Abdul Mahdi. Ovvero che non esistono nel paese forze militari straniere né basi militari straniere. Tale dichiarazione dimostra la posizione delicata di al Fayyad che, dopo il rifiuto di una parte del parlamento alla sua nomina come ministro degli Interni, vuole probabilmente dimostrare la sua neutralità rispetto la rivalità USA – Iran per far accettare la sua nomina al ministero della Sicurezza Nazionale, dicastero creato ad hoc da Mahdi. 

Allo stesso tempo, Qais al-Khazali, leader della milizia sciita Asaib Ahl al-Haq, apertamente anti americana, afferma di non poter smentire i sospetti d’una responsabilità americana dietro il rapimento di civili (sciiti) nelle province di Salahuddin e Karbala. Al Khazali fa riferimento al ritrovamento dei corpi di 6 sciiti sulla strada per Nukhayb in Anbar, provenienti da Karbala e Ad-Diwaniyah, riferita anche da account social pro Daesh.

Proseguono i problemi energetici per l’Iraq: il ministro dell’Elettricità Luay al-Khateeb afferma che il problema energetico del paese si potrà risolvere se non in quattro anni a patto che non le forze politiche non interferiscano con il lavoro del Ministero. Intanto il ministro della Salute, Alaa Alwan, riporta l’indebitamento del Ministero per un valore di 450 milioni di dinari.

Inoltre, il governatore di Bassora, Assad al-Eidani afferma che l’Unione Europea ha garantito all’Iraq un prestito di 43 milioni di euro, da allocare totalmente al suo governatorato Infine, il World Gold Council conferma che le riserve auree irachene erano vicine a 96,3 tonnellate a settembre 2018, così da permettere al paese di rientrare tra le economie arabe più ricche di metalli preziosi.

Nella regione di Diyala, l’ufficio per i diritti umani avverte della possibilità di caos a Baquba a causa di sempre più gremiti sit-in di protesta davanti al palazzo della provincia, per l’elezione del vice governatore Mohammed Qutayba.  Nel sud, poi, si registrano poi altre proteste nei governatorati di Babilonia, Wasit e Misan dove lo staff medico ha iniziato uno sciopero per chiedere riforme e un aumento dei posti letto ospedalieri. 

Redazione