IRAQ. Le prime mosse di al Kazemi: conquistarsi il favore della piazza e degli sciiti

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Stanno continuando le discussioni riguardo come il primo Ministro Al-Kazemi stia affrontando la questione delle manifestazioni in Iraq. Il Centro Iracheno di Documentazione sui Crimini di Guerra ha dichiarato che Al-Kazemi e il suo governo sono venuti meno alle loro promesse di rispettare il diritto di riunione pacifica, esprimere opinioni e proteggere i manifestanti, e in un comunicato stampa, il medesimo Centro, ha documentato le molte violazioni contro i manifestanti a Baghdad, Karbala, Bassora e Maysan. Lo stesso ha fatto appello anche alla comunità internazionale di assumersi i suoi obblighi legali e umanitari per proteggere il popolo iracheno e punire i responsabili che hanno partecipato e contribuito allo spargimento di sangue iracheno. Infine, sempre il Centro, ha asserito che questa è un’altra battuta d’arresto che si aggiunge alle azioni dei governi precedenti alla luce delle continue interferenze straniere, in particolare iraniane, soprattutto perché si continua reprimere il popolo iracheno e a mantenerlo in un ciclo di violenza e conflitto. 


Per quanto riguarda le influenze straniere sulla politica irachena, il quotidiano Wakalty Aqein riporta come i circoli politici iracheni abbiano affermato che alcuni partiti, noti per la loro lealtà verso l’esterno, ostacolano la creazione di una nazione forte e sovrana in grado di confinare le milizie. Un ex membro della Camera dei rappresentanti, Adnan Al-Dabbous, ha dichiarato alla stessa testa irachena che gli iracheni stanno manifestando contro il sistema che ha governato l’Iraq per 17 anni, indicando che i partiti politici, le milizie e molti personaggi politici che possiedono potere decisionale in Iraq dipendono più dalle loro lealtà straniere che dalle quelle nazionali.

Riguardo le manifestazioni che stanno avvenendo in Iraq alcune associazioni per i diritti umani, riporta l’agenzia Yaqein, rivelano l’apertura di un’inchiesta per scoprire le circostanze in cui i manifestanti sono stati arrestati e torturati vicino a Piazza Tahrir, a Baghdad.
Nel frattempo, Al-Hurra News riporta come nella serata del 15 maggio il Centro Iracheno per la Documentazione dei Crimini di Guerra ha riportato delle violazioni da parte forze della Pianura di Ninive, note anche come 30° Brigata delle PMU o come la Brigata Shabak del deputato Hanin al-Qaddou, che hanno insultato e torturato dei bambini da loro arrestati nel Governatorato di Ninive.

Nel primo pomeriggio del 16 maggio, il premier Al-Kazemi ha visitato il quartier generale delle PMU, indossando una loro divisa. Le foto mostrano anche la presenza di rappresentanti delle quattro fazioni soggette all’autorità di Najaf. Le quattro fazioni, vale a dire le divisioni di combattimento dell’Imam Ali e Abbas, Liwa Al-Akbar e Ansar Al-Marjaiya, avevano annunciato il mese scorso il loro ritiro dalle PMU e il loro arruolamento nelle forze ufficiali irachene, a causa delle incomprensioni e discussioni sulla divisione del potere decisionale all’interno della milizia. 

Redazione