IRAQ. ISIS testa un nuovo ordigno esplosivo

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ISIS ha intenzione di sperimentare in Iraq la sua nuova arma: auto imbottita di esplosivo e guidatore imbottito di esplosivo. In caso di uccisione del guidatore, da un cecchino o agente dell’esercito regolare si innescherà un meccanismo per cui esploderà il corpo e a seguire l’intero veicolo. In questo modo si creeranno comunque dei danni. Soprattutto nei quartieri di Mosul, dove le vie sono strette e ai lati ci sono le case.
L’idea macabra è perfettamente in linea con quanto ISIS vuole fare a Mosul: uccidere quanti più soldati possibile con le minori perdite per gli uomini del Califfato. Nel frattempo nella capitale irachena la controffensiva intrapresa da due settimane fa per espellere ISIS va a rilento e ISIS a volte riesce a riprendere strade liberate dall’esercito iracheno. Per esempio il 20 aprile si sono registrati due attentati suicidi di ISIS contro la Polizia Federale e la Swat, uno a Ras al-Jadah (zona destra della città) e l’altro in località al Tawrah, area ovest di Mosul.
Nel primo attentato suicida ISIS, prima di far esplodere il mezzo imbottito di esplosivo, ha lanciato due missili. Mentre, nel secondo caso, è stato preso di mira un raduno della Swat. ISIS lamenta il bombardamento da parte della coalizione sulla città dove dice che 51 residenti sono stati uccisi e 55 sono stati feriti. Mentre in Siria la guerra è alimentata da molti altri fattori: ISIS persiste a Raqqa e Deir Ez Zor, Homs (Palmira), qualche quartiere di Daraa, zona Yarmouk a Damasco e zona desertica di Damasco e ancora a Hama, zona nord; As Shaddadi, (al Hasakah); Aleppo nord e est in minima parte; ma a Damasco, Daraa, Idlib, Hama a combattere ci sono i ribelli contro Assad; i ribelli contro ISIS che vengono a loro volta bombardati dai russi e dai siriani.
E ancora aerei americani che hanno bombardato tutta la zona di Deir Ez Zor, Homs, Palmira a volte per errore anche contro i soldati curdi. Una guerra quella siriana molto complessa in cui il peggior ruolo è giocato dai “sostenitori” esteri che continuando a vendere armi ai ribelli e a Assad, per non parlare di quelle che arrivano a ISIS alimentano la guerra. ‘unica novità degli ultimi giorni è l’unione del gruppo HTS, Tahrir al Sham (al-qaedista) e Ahrar al Sham (legato alla Turchia) sul fronte di Hama nord per combattere le milizie pro Assad (31 provenienti da: Afghanistan, Iraq, Pakistan, Libano, Mongolia, Pakistan, Sud America) persone che non conoscono il territorio e di sovente cadono in imboscate o capitano sui campi minati lasciati da ISIS prima della fuga.
Per fare un esempio di ciò che accade in Siria riportiamo due post: «Dopo 48 ore di bombardamenti e colpi da parte delle forze pro Assad ritorna l’attacco a Helfaya ma sono stati nuovamente respinti dai Ribelli. Nel primo pomeriggio i ribelli hanno perso Tayyab al Imam che passa nelle mani di Assad. Ma nel tardo pomeriggio tutti i gruppi Tahir al Sham e Ahrar al Sham si sono uniti in  una controffensiva contro Assad».
Redazione
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