IRAQ. ISIS segue il referendum del Kurdistan

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I canali social di Daesh seguono attentamente le vicende del referendum curdo. Daesh ha anche ripostato articoli che approfondiscono la posizione favorevole di Israele sul referendum per l’indipendenza del Kurdistan. Secondo gli Israeliani i motivi del loro appoggio sarebbero essenzialmente tre: in primis i curdi e gli ebrei sarebbero accomunati dall’essere una minoranza in regioni ostili ed i curdi hanno diritto, così come gli ebrei, ad uno stato indipendente. Inoltre i curdi hanno in passato più volte agevolato gli ebrei aiutandoli a scappare dalle città irachene negli anni Settanta e non partecipando ai conflitti Arabo-Israeliani del 1967 e del 1983. Ma soprattutto l’idea di uno stato curdo viene percepito da Israele come un cuscinetto per impedire il dilagamento dell’estremismo islamico quindi in funzione anti Daesh da preferire.

È chiaro che la situazione geopolitica della regione non sarebbe così semplice come Israele vorrebbe far credere. Gli scenari non sono certo rosei con l’opposizione della Turchia e dell’Iran tanto che il fronte curdo non risulta più compatto con la defezione del movimento per il cambiamento turco.

Ancor prima dell’esito del referendum nella regione di Kirkuk già cominciano gli scontri tra il governo locale filo curdo e le milizie sciite giunte in forze. Così il leader del partito “Progetto Arabo”, contrario al referendum, è stato ferito nell’esplosione di un IED nella città di Kirkuk mentre uomini armati non identificati hanno attaccato una pattuglia della polizia nell’area di Musalla con un RPG. Queste azioni hanno provocato l’indizione di un coprifuoco nella città da parte delle forze di sicurezza, il quale, però, non ha impedito lo scoppio di una sparatoria con morti e feriti.

Secondo fonti americane, comunque, Qasem Soleimani (nella foto), responsabile iraniano del coordinamento e controllo sulle milizie sciite in Iraq, che fino ad ora si era impegnato a scongiurare un attacco delle milizie al Hashd nella provincia di Kirkuk, al momento sembra aver lasciato carta bianca alle milizie.

Sempre nel mandato di Kirkuk continuano bombardamenti americani in aree densamente popolate con conseguenti morti e feriti. In un’altra zona soggetta ai bombardamenti americani nel mandato dell’Anbar, un istishhadi ha colpito un gruppo di soldati dell’esercito iracheno vicino il villaggio di Rayhanna a est di Anatha.

La notizia più grave arriva però dal distretto di Baiji dove due istishhadi con cinture esplosive vicino al ristorante turistico Al Baraka nella zona di Hajjaj hanno provocato secondo le prime stime quarantacinque vittime tra morti e feriti. Il ministero degli Interni ha parlato della morte di tre persone e di trentaquattro feriti. Secondo fonti dell’Isis le vittime sarebbero membri della PMU ma l’informazione non è stata confermata da altre fonti.

Redazione

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